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SENTENZA DELL'UTRI/ Sechi: ciò che i pm (e Berlusconi) non dicono

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Marcello Dell'Utri (Infophoto)  Marcello Dell'Utri (Infophoto)

I giudici si devono rassegnare al fatto che la fondazione di Forza Italia, e quindi la rivoluzione liberale, è stata una vastissima domanda di cambiamento che era presente nell’opinione pubblica e in parti del mondo politico e del ceto finanziario, tanto al Nord quando al Sud. Personalmente ritengo che questa rivoluzione liberale sia clamorosamente fallita, e lo dimostra il fatto che 20 anni dopo la proposta di riforma della giustizia fatta da Berlusconi siamo alle solite. Questa riforma della giustizia non è stata attuata e non esiste responsabilità civile dei magistrati, i quali essendo un ordine agiscono come un potere. Questo è l’elemento su cui noi dobbiamo insistere.

 

E quindi?

Se i giudici ritengono che la mafia abbia avuto un ruolo e un peso nella fondazione e nello sviluppo di Forza Italia, o ci sono prove dei finanziamenti di cui parlavo all’inizio, oppure questa è semplicemente un’estrapolazione tipica dell’anti-berlusconismo. Il ruolo e il successo di Berlusconi va esaminato realisticamente attraverso una domanda politica e sociale dell’opinione pubblica. Se invece si vogliono creare trame occulte come spesso si è fatto, allora questo è un altro discorso.

 

Insomma bisogna attendere le prove…

E’ cruciale spiegare la natura dei finanziamenti della mafia verso Berlusconi e di Berlusconi verso la mafia: se questi dati sono certi e veri, si pone evidentemente un problema. Ma anche se fossero veri, i successi di Berlusconi resterebbero di natura elettorale attraverso la conquista ripetuta del consenso nell’urna in molte occasioni. E’ questo ciò che i giudici non possono risolvere, ma che non possono neppure omettere servendosene genericamente. Qui ci vuole la potenza delle prove. 

 

(Pietro Vernizzi)



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