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PIETRO BARCELLONA/ E' morto il filosofo che si convertì dal "Capitale" di Marx al cristianesimo

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Pietro Barcellona (Immagine d'archivio)  Pietro Barcellona (Immagine d'archivio)

E’ morto ieri il filosofo Pietro Barcellona. Malato da tempo, viveva nella sua Catania dove era nato 77 anni fa. Di estrazione marxista, membro laico del Consiglio superiore della magistratura dal 1976 al 1979, deputato del Partito Comunista dal 1979 al 1983, nel tempo il suo pensiero avere subito un’evoluzione che nel 2012 lo aveva portato a firmare un significativo articolo sull’Unità dal titolo: “Come sono diventato cristiano”. Nell’editoriale spiegava: “Io non mi sono convertito l’altro ieri per effetto di un’improvvisa illuminazione ma ho vissuto in tutta la mia vita un percorso tormentato di ricerca oltre ciò che di volta in volta è sembrata l’ultima spiegazione possibile del nostro stare al mondo”. E aggiungeva il filosofo: “Il Cristo da cui io mi sento attratto e affascinato non è quello delle gerarchie e della precettistica, ma quello molto più rischioso di cercare di riviverne la presenza in ogni incontro con chi soffre la disperazione della delusione affettiva e del dolore della solitudine”.

Professore di Filosofia del diritto nell’Università di Catania, Barcellona aveva incominciato il suo percorso leggendo un libro di Concetto Marchesi suggeritogli da un agitatore comunista. Nella descrizione della condizione profondamente disagiata dei braccianti di Lentini da parte di Marchesi trovò una ragione per abbracciare le tesi marxiste. A partire dall’analisi marxista degli istituti fondamentali del diritto privato, la sua ricerca si orientò sull’attuale crisi della dialettica tra Stato, società e mercato, individuando nella critica della logica produttiva, dell’agire strumentale e della funzionalità tecnica la possibilità di recupero di spazio pubblico per i temi del legame sociale e delle passioni politiche.

Nell’ultimo articolo scritto per ilsussidiario.net - di cui era affezionato collaboratore - il 13 agosto scorso, con il titolo “Ecco chi vuole trascinare Francesco in politica (ma non vi riesce)”, sottolineava come “la denuncia del dominio e della fascinazione del denaro, nei discorsi di Papa Francesco, non è mai riducibile ad un pauperismo da elemosina, ma è scelta fisica e metafisica che indica l’unica via possibile”. Una frase che come poche altre esprime la parabola del filosofo Barcellona dal Capitale di Marx al cristianesimo.

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COMMENTI
07/09/2013 - Un posto privilegiato (Giuseppe Crippa)

Questa sera il prof. Barcellona pregherà con papa Francesco per la pace in Siria da un posto privilegiato: il Cielo. Ed io, che l’ho conosciuto ed apprezzato su queste pagine, pregherò per la pace ed anche per lui.