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Cronaca

SBARCHI DALLA SIRIA/ La solidarietà della gente è l'unico rimedio a leggi inadeguate

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Questa esigenza è nata a Siracusa dalla semplice constatazione delle difficoltà in cui sono costretti a vivere tutti gli immigrati dopo lo sbarco. Poiché non esiste in Italia alcun piano serio e concreto su come "trattenere" queste persone in attesa di dare una definitiva configurazione giuridica, ci si affida alla solita politica dell'emergenza. I comuni rivieraschi della Sicilia e della Calabria hanno dovuto approntare in questi mesi strutture adibite in genere ad altri scopi ove far risiedere queste persone, quasi sempre in condizioni di promiscuità, non solo di sesso, ma anche di età. Il prezzo più alto viene, dunque, pagato dai minori non accompagnati costretti a convivere per giorni o settimane con adulti che non conoscono e privi, dunque, di una specifica assistenza.

Ciò è accaduto anche a Siracusa nel centro di accoglienza Umberto I. Da poco è stato aperto un altro centro a Priolo (a pochi km da Siracusa, ndr) con caratteristiche diverse.

"Nonostante per la collocazione dei minori si sia chiesto di intervenire con risposte che soddisfino i requisiti richiesti dalla legge – precisa l'avvocato Trommino – si è continuato a rispondere con la creazione di centri informali. Per quanto il centro di Priolo sia un male minore rispetto alla situazione precedente, visto che è riservato a minori e nuclei familiari, esso sconta comunque gli stessi limiti già rilevati per l'Umberto I: mancanza assoluta di regole e garanzie".

Le chiediamo quali sono a suo giudizio le cause di questa difficoltà gestionale. "Ci troviamo in questa situazione – aggiunge − perché l'immigrazione è affrontata da anni come una situazione emergenziale, mentre non lo è. Dai numeri delle persone ad oggi giunte, l'immigrazione non è configurabile come un'emergenza. Altra cosa è se scoppiasse sul serio la guerra in Siria".

Per i dati e le conoscenze dell'avv. Trommino e con riferimento alla situazione siracusana ogni immigrato che sbarca è un caso a sé che "meriterebbe di essere affrontato specificatamente", mentre l'unica differenza di trattamento deriva dalla nazionalità di provenienza. I siriani sbarcati in queste settimane provengono da famiglie benestanti e fuggono dalla guerra per ricongiungersi con i parenti che risiedono in Europa. Caso diverso è quello degli egiziani che in genere vengono rimpatriati subito con un ponte aereo. Per coloro che vengono da zone di guerra come la Somalia si apre il lungo iter del riconoscimento di status di rifugiato politico che si traduce in lunghe permanenze nei Centri di accoglienza dove presto a tardi l'esasperazione di un'attesa senza prospettive genera disordini e violenza.