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SBARCHI DALLA SIRIA/ La solidarietà della gente è l'unico rimedio a leggi inadeguate

Pubblicazione:domenica 8 settembre 2013

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È convinzione comune che il bene generi il bene. 

Sembra che, purtroppo, non possa dirsi così rispetto a quanto sta accadendo in Sicilia nell'accoglienza agli immigrati. A fronte dei tanti casi di generosa e concreta accoglienza che in questi mesi sono stato messi in campo, e talvolta anche commosso l'opinione pubblica nazionale, bisogna registrare ancora prese di posizione come quelle del giornale on line ImolaOggi.it, che, commentando un articolo su Famiglia Cristiana titola: "Sicilia Saudita: un 'tutore personale' per ogni babyslamico che sbarca sulle coste sicuracusane". Seguono poi una serie di inesattezze e di giudizi non documentati sintetizzabili nella frase: "D'ora in poi, ogni minore non accompagnato che sbarca sulle coste siracusane sarà seguito fin dal suo arrivo da un 'tutore personale'. È un accordo in barba alle leggi italiane e internazionali fra Asgi, Arci, Prefettura e Tribunale dei Minori. Questa notizia, si legge oggi su famiglia crislamica".

"Non ti curar di loro, ma guarda e passa". Mettiamo una pietra sul cattivo gusto di termini come "crislamica" e "siciliasaudita" e seguendo il saggio invito di Dante preoccupiamoci di capire di cosa veramente si tratta. Ne parliamo con l'avvocato Carla Trommino, referente dell'Asgi (Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione) di Siracusa.

"Noi diamo sostanzialmente – ci dice – attuazione alla normativa italiana che non veniva applicata in maniera corretta. Non avendo rappresentanza legale, i minori venivano dati in affido temporaneo ai Sindaci o agli assistenti sociali, anche a gruppi di trenta o quaranta, che non potevano prendersi cura di loro adeguatamente. A seguito di incontri promossi tra enti del volontariato, istituzioni locali e Tribunale dei Minori di Siracusa a ogni minore giunto da solo a terra viene adesso "assegnato" un tutore, che lo segue in ogni sua esigenza: lo porta alla visita medica e allo sportello legale, cerca di capire la situazione di provenienza, il perché dell'emigrazione, quali sono i suoi desideri, se è ricattato da qualche trafficante".

Si sono resi disponibili in tal modo in un primo momento esponenti del volontariato, ma adesso anche semplici cittadini, con una gara di generosità e disponibilità che ha coinvolto tutta la città. Un passa parola che si è dimostrato più efficace di tanti bandi pubblici o di tanti comunicati stampa.

"Siamo in grado così – prosegue – di costruire un progetto personalizzato, a seconda della situazione del ragazzo, aiutandolo a presentare la domanda di asilo politico, oppure a ricongiungersi con eventuali parenti, oppure a individuare una comunità di accoglienza adatta. In questo modo, i ragazzi non rimangono disorientati per settimane insieme agli adulti nei centri di accoglienza".


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