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Cronaca

NO TAV/ Il sabotaggio di Erri De Luca? E' figlio del "passato che non passa"

Proteste No Tav in Val di Susa (Infophoto)Proteste No Tav in Val di Susa (Infophoto)

La parte non-violenta di Lc promosse la nascita dei Verdi: per alcuni fu solo un modo di stare a galla nelle istituzioni, per altri un investimento che sostituiva il Dio defunto della rivoluzione proletaria. Luca Erri "si appartò" a scrivere libri di successo. Ma ecco apparire, negli anni duemila, la Tav. Per le popolazioni della Val di Susa si tratta di una battaglia per la difesa del proprio giardino. Ma per le correnti antagonistiche che vengono dal profondo della storia del Paese, e che si rigenerano periodicamente e con sempre nuovi nomi dal ventre della società italiana, la difesa del territorio della Val di Susa è diventata una proiezione simbolica e il punto di condensazione di ogni opposizione radicale allo stato di cose presente, una battaglia anticapitalistica e rivoluzionaria, alla quale partecipare, anche se si abita a centinaia di chilometri di distanza dalla valle. Ricorrendo a tutte le forme di dissenso e di lotta possibili, legali, ma anche no. 

Come è noto, la rivoluzione non è un pranzo di gala, non può certo fermarsi di fronte alle fragili e imbelli forme della democrazia rappresentativa borghese, che prende decisioni attraverso il Parlamento, telecomandato dai grandi interessi economici. C'è un'intera generazione che non è ancora pervenuta all'accettazione della democrazia liberale; di essa apprezza solo la libertà di sabotaggio. In questi ambienti antagonisti, produce più cultura politica il "Manuale di resistenza, sabotaggio e guerriglia antifascista" scritto nel 1943, ripubblicato nel 2009, di quanto ne possa produrre un Tocqueville. A quanto pare, Erri De Luca appartiene con coerenza degna di causa migliore a questo filone. Tuttavia per un cittadino democratico "normale" continua ad esistere una certa differenza tra l'elogio del sabotaggio e la pratica del medesimo. L'elogio non è reato, la pratica sì. Chissà se l'intervistatore di Repubblica lo sa.

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