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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 9 settembre, si festeggia San Pietro Claver

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San Pietro Claver  San Pietro Claver

Il 9 Settembre la Chiesa cattolica commemora San Pietro Claver. Pietro Claver Corberò nacque in Spagna nel 1580 nella piccola cittadina di Verduno, nella regione della Catalogna, da un'umile famiglia di contadini. Iniziò il suo noviziato presso la Compagnia di Gesù di Tarragona pronunciando i suoi voti nel 1604. Conseguì la laurea in arti e lettere presso l'Università di Barcellona, gestita dagli stessi Gesuiti, nel contempo iniziò gli studi di teologia. L'anno seguente la laurea, si trasferì nel collegio gesuita di Palma di Maiorca per approfondire i suoi studi di psicologia. In questo collegio conobbe Sant'Alfonso Rodrìguez che in questo frangente ricopriva il ruolo di padre portinaio. Questo incontro fu particolarmente illuminante per Pietro che grazie alle esortazioni di questo padre portinaio si radicò nel suo cuore la convinzione che la sua missione di evangelizzatore dovesse svolgersi in America. Nel 1610 i suoi studi di teologia lo portarono fino a Cartagena (Colombia) e qui venne poi consacrato sacerdote nel 1616. Queste terre videro sbarcare una moltitudine di schiavi neri deportati dall'Africa. Questi schiavi, per la maggior parte in giovane età, erano sottoposti senza pietà a interminabili giornate di duro lavoro e a maltrattamenti vari. Molti di loro trovarono la morte precoce per la troppa fatica o perché abbandonati a se stessi se non più in grado di lavorare. La misericordia e il profondo amore verso questa povera gente fecero decidere a San Pietro Claver di dedicare loro la sua vita unendosi, con grande fervore, ai missionari gesuiti del luogo. In quest'occasione il santo pronunciò il celebre voto in latino "Aethiopum semper servus" che viene tradotto "sempre servo degli Etiopi". In mezzo a tanto dolore e miseria portò conforto, a ogni affamato offrì del cibo, a ogni malato offrì le sue cure e di fronte all'abbandono offrì soccorso. Ogni volta che aveva notizia dell'imminente arrivo in porto di navi stracolme di schiavi si precipitava in mare con la sua imbarcazione per andarvi incontro. Il suo dono di leggere l'anima di ognuno ispirò in loro molta fiducia in questo caritatevole missionario divenendo un punto di riferimento. Per comunicare in maniera più efficace con questi schiavi africani imparò la loro lingua. Inoltre, per interpretare i vari dialetti, riunì un gruppo multinazionale di catechisti. Arrivati al porto, gli schiavi neri venivano rinchiusi in attesa di venire venduti al miglior offerente. San Pietro Claver approfittava di questo momento di transizione per istruirli e battezzarli. Difatti riuscì a convertire e a battezzare oltre trecento mila schiavi africani. Non si limitò solo a dare loro il suo appoggio materiale e spirituale ma l'intraprendente missionario gesuita si espose personalmente in loro difesa contro i persecutori. Per questo suo ardore si guadagnò non pochi nemici tra i mercanti di Cartagena e non solo.Le famiglie ricche della città lo accusarono di fervore eccessivo nella sua missione e di profanazione dei sacramenti concedendo ai neri, definiti da queste "creature che a stento possedevano un'anima" di riceverli. Inoltre le nobildonne del luogo si rifiutavano di entrare nelle chiese dove il missionario era solito riunirli. Nonostante le accuse, le umiliazioni e la richiesta da parte dei suoi superiori di affievolire il suo zelo, Pietro Claver continuò imperterrito a percorrere la sua strada nella convinzione che gli insegnamenti di Gesù prima o poi avrebbero pervaso il cuore dei suoi oppositori. 


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