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OROSCOPO 2014/ Perché ne avremo ancora “bisogno”?

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OROSCOPO 2014. “Anno nuovo, vita nuova”. Mai come per il 2014 queste parole appaiono cariche di ansia, visti i tempi. Senza questa speranza, il futuro si presenta davvero indecifrabile. Per una crisi che sembra non finire mai, e per uno smarrimento generale sul senso della nostra vita personale e collettiva. Così, pur di agguantare in qualche modo un barlume di positività per sé e per i propri cari, mai come quest'anno si è disposti a credere a maghi e veggenti che pretendono di “prevedere” il nostro futuro ed il futuro del nostro Paese. Questo bisogno ci porta, quasi naturalmente, dunque, ad affidare il nostro destino ai vari oroscopi, in modo ossessivo ripetuti e ripresi a più non posso.

Mai che qualcuno chieda ai vari compilatori di oroscopi di mettere a confronto le previsioni di inizio 2013 con ciò che effettivamente è successo durante l’anno! Domanda vietata. Anche se l’unica intelligente. E così si preferisce ammorbidire la propria angosciosa domanda di futuro con ricette preconfezionate e di facile consumo. Quale giornale o trasmissione tv si può permettere di non invitare un astrologo, in questo inizio 2014? Chi ne avrebbe il coraggio?

Abbiamo bisogno di scambiarci gli “auguri”, abbiamo bisogno di credere nella positività, a tal punto che anche i surrogati vengono scambiati per prodotti originali, addirittura “scientificamente” inappuntabili.

Perché è sempre bello credere in qualcosa che si sa essere inconsistente. Eppure l'unica cosa certa è questa: il futuro non si può prevedere. Ma sappiamo anche che l’incertezza sul futuro è la fonte prima della nostra angoscia esistenziale.

Sono milioni quelli che ci credono e che addirittura sostengono che gli oroscopi c’hanno azzeccato. Come stanno le cose? La risposta è semplice: quelle degli oroscopi sono, se si osserva, previsioni generiche, che dicono tutto e niente. Tant’è che ad ogni affermazione si potrebbero facilmente associare diversi eventi successivi. Ma se qualcuno volesse verificare più da vicino, basterebbe mettere a confronto, come si è detto, le previsioni di inizio anno 2013 con ciò che realmente è avvenuto.



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