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Cronaca

SPERIMENTAZIONE ANIMALE/ Corsini (Pro Test): gli animalisti odiano l'umanità, ecco perché ci attaccano

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Il 1 giugno abbiamo organizzato la prima manifestazione nazionale a sostegno della S.A. e l’on. Brambilla ha organizzato per lo stesso giorno a Lecco la marcia dei beagle. Ovviamente la tv ha dato grandissimo spazio a lei e allo scontro - che non c’è stato  – tra lo sparuto gruppo di animalisti estremisti che sono venuti a contro manifestare e noi. L’8 giugno noi di Pro-Test Italia insieme a molti altri ragazzi e diverse associazioni abbiamo organizzato “Italia unita per la corretta informazione scientifica” (ora “Italia x la Scienza”), per la quale mi sono “meritata” le scritte sui muri di Bologna. Nello stesso tempo gli animasti hanno boicottato flashmob a Padova, a Pisa il gruppo anarchico “informazione”  disturbava la conferenza picchiando sui muri, urlando e scrivendo con lo scotch sulle finestre “INIZZAZZA” “NWO”. A Udine i gruppi “No Harlan” hanno manifestato fuori dalla sala conferenze, e le anziane signore manifestanti hanno monopolizzato i giornalisti che hanno partorito degli articoli a dir poco rivoltanti. A Napoli qualche signora anziana antivivisezionista ha disturbato durante la conferenza, a Trieste i gruppi “agire Ora” e “Comitato Montichiari contro Green Hill” hanno cercato di boicottare la libreria Ubik che ospitava l’evento, a Torino un gruppo di animalisti ha insultato i ragazzi durante il flashmob,
Lo stesso giorno diversi animalisti hanno organizzato degli eventi in piazza, indicendo la “giornata di mobilitazione contro la vivisezione, contro lo sfruttamento degli animali nei circhi e per i loro diritti”.

 

Che ne pensi invece del metodo Stamina?

 

Ciclicamente in Italia i media consacrano qualche santone. Io ho vissuto durante l’epoca del caso Di Bella e ora c'è Vannoni. Quest’ultimo è stato mitizzato da delle Iene, trasmissione che ha mandato in onda molti servizi su Stamina. Chiaramente Vannoni, da buon comunicatore, ha preferito fare pressione sui politici muovendo le masse piuttosto che fornendo dati e prove concrete sulla funzionalità del suo metodo. Anche la decisione dei giudici di obbligare il servizio sanitario nazionale a curare persone con soluzioni scientificamente non valide lascia perplessi, personalmente non capisco perché in Italia nessuno vuole limitarsi al proprio ruolo: sono gli scienziati a dover dire quali cure sono valide, deve essere la politica a prendere le decisioni e la magistratura a giudicare i reati. La scienza non dovrebbe essere un’opinione.

 

Tu sei una ragazza molto giovane: come vivi la tua vita alla luce di questa battaglia in cui ti sei infilata?

 

Sapevo fin dall'inizio che era tutto da costruire e che la battaglia per la corretta informazione non sarebbe stata facile.

Però stai facendo un lavoro notevole per questa battaglia.

 

Io sono solo una goccia nell'oceano, ci sono tantissime persone che si stanno impegnando in questa battaglia. E sono contenta che la tenacia alla lunga sta pagando. Ci sono stati alcuni sondaggi molto recenti, quello di SkyTg24 e del Corriere che dimostrano come la gente stia cambiando opinione sull'argomento. Nel 2011 il sondaggio Eurispes segnava l’87% degli italiani “contro la vivisezione”, siamo nel 2014, gli italiani contro la S.A. secondo questi sondaggi sono scesi al 20%. La cosa divertente è che questi sondaggi sono stati ripresi da diverse pagine animaliste quando la votazione era in atto e non sono riusciti a modificare le percentuali.

 

Tu e Caterina Simonsen siete molto amiche.

 

Abbiamo frequentato insieme i primi due anni di università poi per l'aggravarsi delle sue condizioni non è più potuta venire ai corsi e non l’ho più vista, ma è una ragazza molto forte e coraggiosa. Ci siamo incontrate di nuovo online, su Facebook qualche anno fa la ritrovai in una lunga discussione, in una pagina animalista “contro la sperimentazione animale per un mondo più etico” dove difendeva la S.A. e parlava della sua storia. Mi ricordo bene che le avevano detto che la sua storia“ fa presa zero” “perché “ è “poco informata, e pretende di sparare sulla professionalità altrui perché è malata”. Mi ricordo che la definivano “ignorante”. Le ho chiesto l’amicizia e da li in poi ci siamo risentite. Ora che la sua storia “fa presa” il genere di accuse che le rivolgono sono cambiate: la accusano di essere una “trovata commerciale” , addirittura di non essere una vera malata o di essere sostenuta dalla lobby delle aziende farmaceutiche. Io credo che basterebbe conoscerla per capire che non è così. Quello che ha detto alla fine della vostra intervista a Il sussidiario dice tutto di lei per chi vuole capire.
Quelli che si definiscono “antispecisti”, che in realtà non sono altro che “specisti inversi” credo che non abbiano mai provato ad ascoltarla. Non si può rimanere “misantropi” di fronte a una persona così.

 

A che parole ti riferisci?

 

Quando dice che anche se è consapevole che non potrà guarire, vive la sua situazione come una possibilità in più per gli ammalati che verranno dopo di lei, i quali potranno magari avere nuove cure. Ecco: Come fanno gli animalisti a non capirlo? In realtà il loro non è amore per gli animali è odio per l'umanità.


(Paolo Vites) 

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