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Cronaca

SPERIMENTAZIONE ANIMALE/ Penco (biologa): non serve al progresso della medicina, ecco perché

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Primo passo: abolire da subito i test indiscutibilmente inutili o immediatamente sostituibili. Se consideriamo quanto è spesso affermato dai difensori della sperimentazione animale, questa proposta sembrerebbe priva di senso, ma non lo è. Prendiamo ad esempio la didattica universitaria. In alcuni corsi gli studenti sono costretti, prima di poter sostenere l’esame, a partecipare a laboratori didattici con gli animali, ossia esercitazioni in cui sono utilizzati di solito roditori al fine di potere osservare aspetti legati alla fisiologia o alla patologia. All’inizio del ventunesimo secolo tali esercitazioni sono indifendibili, innanzitutto perché si potrebbero filmare il primo anno e trasmettere il filmato negli anni successivi senza dover uccidere animali, secondo perché esistono centinaia e migliaia di metodi alternativi, che di solito fanno ricorso a simulazioni e che sono stati anche elencati in un libro (Jukes, 2003). Alcuni di questi metodi sono per altro donati gratuitamente dall’Associazione I-Care alle Università che li volessero utilizzare. Alcuni metodi alternativi sono già stati dimostrati validi da enti scientifici riconosciuti ufficialmente.  Tuttavia, spesso, il metodo validato diventa una possibilità che i ricercatori possono utilizzare in maniera discrezionale. Ovviamente chi ha sempre lavorato sugli animali non ha interesse e competenza per cambiare. Le leggi, soprattutto quelle Comunitarie, che regolano a livello internazionale la commercializzazione dei prodotti, dovrebbero quindi imporre il metodo alternativo validato come l’unico che si può utilizzare. Se non seguiamo questa strada l’affermazione che non esistono metodi alternativi diventa una vera e propria ipocrisia che serve solo a manifestare buona volontà a parole, ma nessuna reale intenzione a cambiare.

 

Che altro?

 

Secondo punto, il nodo centrale che non vogliono accettare: noi chiediamo trasparenza totale dei dati, cosa che oggi non c'è, la validazione della sperimentazione sugli animali, e telecamere che filmino e documentino tutto quello che accade nei laboratori. Che la gente sappia quello che avviene, che si veda come vengono trattati a questi animali visto che a noi che chiediamo una sperimentazione alternativa ci chiedono una dimostrazione della validità dei nostri metodi. Dunque,  obbligo  di sottoporre a validazione i modelli animali, iniziando da quelli usati per obblighi di legge in maniera routinaria e quindi standardizzati come, ad esempio, nel campo della tossicologia. Potrebbe sembrare impossibile, ma quanto è chiesto ai metodi alternativi, non è mai stato chiesto ai modelli animali; infatti, nessuno di questi ultimi è mai stato sottoposto a un processo di validazione. Paradossalmente, spesso, per la validazione di un metodo alternativo si utilizzano i dati che si ottengono nei modelli animali che, a loro volta, non sono mai stati validati. Con questa impostazione è possibile che siano validati metodi alternativi poco efficaci e scartati altri che lo sono molto di più.

 

Invece?

 

Nessun modello animale è stato sottoposto a un processo di validazione che è quello che lo rende utilizzabile, per validare un metodo alternativo invece si utilizzano dati che si ottengono per i dati animali che a loro volta non sono mai stati validati. Infine finanziare la ricerca sui metodi alternativi, le maggiori speranze si rivolgono a metodi tecnologici avanzati. Servono soldi e una legge da applicare, quella sull'obiezione di coscienza del 1993,  che è rimasta lettera morta. 

 

Caterina Simonsen sostiene che se non avesse usato farmaci ottenuti grazie alla sperimentazione animale, sarebbe morta a 9 anni invece che arrivare  24.

 

Quanto dice la signora Simonsen è emotivamente indiscutibile in quanto opinione e quindi va rispettato, ma dietro questa frase non c'è nulla di scientificamente provato. Lei crede di essere viva grazie alla sperimentazione animale, ma non è così. E' viva grazie a farmaci che prima di darli a lei sono stati testati su altre persone.

 

Cioè?



COMMENTI
14/01/2014 - Cose inesatte e cose non dette (Paolo Melacarne)

La biologa non chiarisce che la sperimentazione sull'uomo è di secondo livello e che molti farmaci si rivelano tossici o inattivi già durante la sperimentazione animale: se si sperimentasse direttamente sull'uomo ci sarebbero molti rischi in più. Inoltre non dice che esiste anche la sperimentazione chirurgica e che anche questa necessita di due fasi. La biologa mette sullo stesso piano la visualizzazione di un filmato o una simulazione al computer (sviluppata con che dati?) con una prova reale. Dareste la patente a uno che guida solo con i videogiochi?