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Cronaca

ARMI CHIMICHE/ L'esperto: a Gioia Tauro nessun pericolo, ecco perché

Braccio di ferro fra il sindaco di Gioia Tauro e il governo italiano per il passaggio nel porto delle sostanze chimiche tossiche provenienti dalla Siria. Il commento di FERRUCCIO TRIFIRO'

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Paura a Gioia Tauro: stanno arrivando circa 500 tonnellate di materiale chimico proveniente dai depositi siriani. Ecco che subito scatta l'immaginario di trovarsi davanti a pericolose armi chimiche, quelle che il regime di Assad avrebbe usato in diverse occasioni - anche se non sono mai state chiarite le responsabilità di chi ne abbia realmente fatto uso. Armi chimiche che potrebbero magari esplodere creando situazioni drammatiche. Per questo il sindaco di Gioia Tauro ha minacciato di far chiudere il porto e vietare l'ingresso delle navi che trasportano queste sostanze tossiche. Un allarme giustificato, il suo? Ilsussidiario.net lo ha chiesto a Ferruccio Trifirò, docente di chimica industriale: "Non sono armi quelle che transiteranno per il porto di Gioia Tauro, ma sostanze chimiche tossiche come normalmente ne passano per i porti italiani tutti i giorni. E' una operazione gestita da operatori preparati consapevoli di ogni rischio, non c'è davvero da aver paura".

C'è paura a Gioia Tauro per il transito a fine mese di 500 tonnellate di sostanze chimiche tossiche. E' una paura giustificata?

Direi proprio di no. Ci sono degli esperti che controllano tutto, ci sono ingegneri molto bravi che opereranno per garantire ogni cosa. Si tratta di un trasbordo di sostanze, non è qualcosa di particolarmente impegnativo. Di fatto le navi contenenti il materiale chimico transiteranno per il porto, poi però il trasbordo sulla nave americana che porterà il materiale altrove avverrà in mare. 

Quello che preoccupa evidentemente è la provenienza del materiale, la Siria, dove si sa se ne faceva un uso bellico. 

Ripeto, sono sostanze chimiche tossiche, non sono armi. Sono sostanze tossiche come quelle che normalmente utilizza l'industria chimica italiana tutti i giorni. Certo, è un'operazione dove ci vuole competenza e personale appropriato, ma è un'operazione sotto il controllo dell'Opcw (Organization for prohibition of chemical weapons, ndr), non è fatta da persone qualsiasi, c'è la loro garanzia di esperti che deve tranquillizzare tutti. La cosa da ricordare è che nel materiale che arriverà in Italia non c'è esplosivo. 

Cosa verrà fatto di tutto questo materiale chimico alla fine? Sarà distrutto, sarà riciclato?

Una volta caricato sulla nave americana, verrà distrutto tramite una apparecchiatura che si trova a bordo, la quale a una temperatura di novanta gradi permette la distruzione delle sostanze chimiche. Dopo questa operazione rimangono però ancora sostanze tossiche che vengono messe in recipienti e poi portate in altre nazioni europee, come la Norvegia e la Finlandia che a loro volta le distruggeranno. Dunque prima un primo trattamento nella nave per abbassare la pericolosità della sostanza, poi la distruzione definitiva.

Si era parlato anche di possibile riciclaggio. 

Sì, ci sono industrie chimiche all'estero che hanno dato la loro disponibilità a ricevere queste sostanze per decidere se utilizzarle naturalmente per scopi civili oppure distruggerle definitivamente. Si tratta dei precursori che non vanno sulle navi, ma direttamente alle industrie chimiche. Il resto viene distrutto a bordo delle imbarcazioni. 

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