BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ La suora incinta e le domande sulla vocazione ridotte a "bar sport"

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

A riprova di ciò possiamo citare la notizia diffusa ieri dalla Santa Sede sui casi, più di 400, di sacerdoti cattolici ridotti allo stato laicale per motivi legati alla sfera affettiva negli ultimi due anni. Non mi risulta che pari provvedimenti siano stati assunti nel mondo della scuola o dello sport dove, per dovere di verità, i numeri dei casi di abuso sui minori sono nettamente maggiori di quelli registrati in passato in seno alla Chiesa, come non mi risulta che il biasimo collettivo per scelte di vita affettivamente difficili raggiunga il mondo delle donne in carriera o degli uomini consacrati al proprio lavoro.

Il cruccio del mondo è quello di trovare il modo di emarginare tutto ciò che disturba o che mette in discussione il sistema, mentre la vera emergenza è quella di un'umanità incapace di amare, affettivamente schiava delle mode e dei ricatti provenienti dai modelli relazionali dell'occidente. Tutto questo rende la dimensione educativa prioritaria per qualunque comunità ecclesiale: ogni storia deve essere sostenuta e protetta, affinché la persona possa degnamente abbracciare le scelte che compie, sviluppando una sensibilità e una maturità adeguata alla propria stagione della vita.

Il caso della suora di Rieti non è preoccupante per lo scivolone morale in cui è occorsa la religiosa, ma per un'esperienza della fede che si rivela incapace di accogliere tutte le domande e il dramma dell'uomo, fino al punto da muoverlo a cercare in altro la propria soddisfazione e la propria consistenza umana. A questo livello non sono pochi gli interrogativi che sorgono sulla cascata di vocazioni che giungono dai paesi del Sud del mondo e che sono accolte, dai vari ordini e dalle congregazioni religiose, spesso in modo acritico e devozionale.

Infine, credo che sia anche fondamentale ricordare che in questa vicenda c'è una dimensione personale ineffabile. Nessuno sa che cosa ci sia nel cuore di quella donna. Far diventare la sua storia tema da "bar sport" o vicenda da strumentalizzare risulta alquanto meschino e grottesco, al punto tale che alla fine non si sa se l'immaturità affettiva sia maggiormente attribuibile alla giovane mamma o ai suoi illustri, e interessati, censori.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
18/01/2014 - maternità irresponsabile (luisella martin)

Ma cosa insegnano le suore-maestre alla novizie? Forse le preghiere a memoria?