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J'ACCUSE/ Magister: ecco chi usa abusi sessuali e violenza per distruggere la Chiesa

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All'interno di questa visione generale critica verso il cristianesimo vengono adottati, nella polemica corrente, elementi che si pensa possano sostenere questa tesi di accusa. Gli attacchi sistematici fatti a livello di opinione pubblica internazionale contro la Chiesa sul terreno degli abusi sessuali sono un'arma adottata a convalida della tesi che la Chiesa cattolica è incapace di escludere la violenza anzi ne è la portatrice naturale. Questo è un dato di fatto oggettivo che ritrae uno degli elementi più ardui di contrasto tra cristianesimo e mondo moderno.

 

Nella riunione di Ginevra si sono dati dei numeri molto indicativi: a fronte di circa 10mila casi di abusi sessuali ascrivibili alla Chiesa dal 1950 al 2002, ci sono 150 milioni di casi nel mondo di abusi su bambine e 73 milioni di casi su bambini.

Gli abusi sessuali da parte di esponenti del clero sono stati enormemente enfatizzati nel dibattito pubblico e questo ha a che fare con una ragione innegabile. Questi fatti acquisiscono gravità quando sono compiuti da persone deputate a fare da esempio virtuoso come i rappresentanti del clero, questo non va trascurato e spiegherebbe razionalmente perché si enfatizza questo.

 

Invece?

Ciò non toglie che la considerazione oggettiva non può trascurare che questi sono fenomeni disgraziatamente generalizzati a tutte le categorie sociali e a tutti gli orientamenti ideologici. Non c'è una categoria che ha l'esclusiva di questi comportamenti, è inaccettabile che lo si sostenga. L'impressione generale è una enfatizzazione quasi soltanto degli abusi sessuali commessi dal clero, è un dato di distorsione della realtà che trova spiegazione in quella polemica accusatoria che abbina tanti esponenti del modo di sentire moderno che combattono la Chiesa facendo leva su di essi per ingigantire e avvalorare le loro aspettative.

 

Non si può negare che a fronte di tentativi di approvare leggi che hanno una fortissima valenza etica e morale, quali quelle sull'eutanasia o sui matrimoni omosessuali, il cristiano per la modernità dovrebbe unicamente adattarsi a professare una scelta, opzionabile, di individuo che non deve avere ricadute sulla società; cioè che non deve intervenire, ma tacere.

Che la Chiesa sia portatrice di una violenza nei confronti della società umana è un argomento a sostegno dell'idea secondo cui per configurare una società tollerante bisogna che la Chiesa venga estromessa da questa società, riducendo la fede a fatto privato nel segreto della coscienza. Questa riduzione al silenzio viene sostenuta come se fosse un modo di sanare quella ferita che la Chiesa imporrebbe alla società con la sua carica naturale di violenza, ed è una delle forme di pensiero che sostengono l'opposizione alla Chiesa. 


(Paolo Vites) 

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