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PAPA/ Il "Buon anno" di Francesco ci salva dal nulla del mondo

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

L'augurio di Bergoglio non è sventato o leggero. Nasce dal cuore di un uomo che sa cosa gli gira intorno, che vede il male e il bene, l'ingiustizia e il bisogno, la fame e la sete di pace. Che prova la stessa inquietudine di fronte ad un mondo che rotola verso l'abisso, incapace di fermarsi nella sua corsa verso l'autodistruzione. Un uomo che grida "bisogna fermarsi", che prova la santa indignazione per l'idiozia che circola tra gli umani, ma allo stesso tempo è capace di lasciar affiorare la misericordia necessaria a correggerla. Un ingenuo? No, un uomo di fede. Pura. Che nel primo giorno dell'anno invita ad incamminarsi tutti sulla via della giustizia e della pace, per poi spiegare che non pensa ai trattati internazionali, ai tavoli di negoziati o alla dichiarazioni congiunte di non belligeranza. O almeno non solo a quelli. Ma alle pareti di quelle case ancora in-festate, ai musi lunghi dopo le rimpatriate in famiglia, alle misere beghe da condominio, agli amori consumati dal quotidiano, gli affetti erosi dal non detto, le relazioni marcite dai piccoli egoismi. 

Insomma pensa a noi, alle nostre famiglie in cui ci si vuole bene, nonostante spesso si senta il bisogno irrefrenabile di scappare o di strozzare qualcuno, alle nostre comunità in cui si cerca l'empatico inutile e mai l'essenziale, alle nostre parrocchie prese d'assalto nelle feste e disertate in settimana, alle tavole in cui i posti sono giusti giusti e non sono previste aggiunte. Pensa alla nostra miseria e la fa sua, la esalta nella bellezza dell'Annuncio cristiano e ci mostra le cose grandi che possiamo fare con il Signore. Ci invita a riconoscere e costruire la giustizia e la pace di Cristo nella nostra vita. 

Buon Anno. 

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COMMENTI
09/01/2014 - Grazie (luisella martin)

Grazie anche per le tue parole, cara Cristiana, di nome e di fede!