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PAPA/ Il "Buon anno" di Francesco ci salva dal nulla del mondo

CRISTIANA CARICATO racconta gli auguri di buon anno del Papa, auguri diversi da quelli di tutti gli altri. Un buon anno che sa di speranza, di giustizia e di pace

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Ieri a Roma il cielo era chiaro. Limpido dopo una notte stellata. Lo so perché mentre consumavo voracemente, come tutti, le ultime ore del 2013, ho alzato lo sguardo e ho visto il piccolo carro, mentre la volta veniva illuminata dalle primizie dei petardi e dalle mirabolanti cascate di luce. Un passaggio senza pioggia, bufere o vento. Solo i colori artificiali, che esplodevano e si consumavano in fretta. E insieme le lanterne cinesi che affidavano al cielo i desideri di carta di molti, incantati dalla magia a buon mercato che un po' di velina e un fuoco sintetico regalano. Un alternarsi quasi sereno, con molti feriti e nessuna vittima, la sobrietà che la crisi impone, la pacatezza scevra di eccessi frutto della paura, il sapore delle lenticchie accanto al panettone da discount. 

Tutto sarebbe filato liscio, o quasi, nel nostro capodanno da recessione, se non ci fosse stato Francesco. Un uomo e un papa che non tollera giochi di rimessa, che non conosce rassegnazione, che non permette abbandoni. Quando l'ho visto affacciarsi per l'Angelus, dopo la messa nella Basilica, ho capito che aveva il cuore pieno. Soprattutto quando dopo il buongiorno ha dato il Buon Anno. Nelle ultime 48 ore lo avrò sentito in bocca ad almeno mille persone, dal panettiere al benzinaio, l'ho visto scritto su muri, fogli, tablet e cartoline, l'ho ascoltato cantare in un buon numero di lingue e formarsi sul tappeto notturno in meraviglie pirotecniche. Eppure nessuno aveva il sapore che gli ha dato Bergoglio. Il sapore della Speranza. Quella da gustare più e meglio del cotechino, di un buon bicchiere di rosso o della crema al mascarpone. Era il Buon Anno di chi sa che la Storia, quella piccola degli intontiti dal cenone e dai botti, e quella grande di nazioni e presidenti, ha un centro e un fine. Di chi crede in Gesù Cristo, "incarnato, morto e risorto" e nel suo "regno di pace, giustizia libertà e amore". 

Qualcosa di lineare, semplice e saziante. Francesco è stato limpido e chiaro come il cielo di Roma. Non ci ha girato intorno alla questione, cercando di intortare i tantissimi che si erano radunati sotto la finestra del palazzo apostolico. Il suo augurio non scrutava gli astri, non metteva in fila i segni, non spolverava profezie antiche. Partiva da un fatto e proponeva una certezza. Tutto andrà bene, perché tutto è di Dio. "Gloria a Dio e pace agli uomini". Un annuncio fatto 9 giorni fa, come altre 2014 volte nel tempo degli uomini e oggi consegnato ai cuori infragiliti dalle difficoltà, "per custodirlo e meditarlo", come fece la Madre di Dio. 


COMMENTI
09/01/2014 - Grazie (luisella martin)

Grazie anche per le tue parole, cara Cristiana, di nome e di fede!