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Cronaca

IL CASO/ Se anche il Daily Telegraph "riabilita" Cuffaro...

Giovanni Falcone (Infophoto)Giovanni Falcone (Infophoto)

Ma nulla disse, ovviamente, contro Giovanni Falcone, che in quella sede rappresentava il Governo Andreotti (dal 13 marzo 1991 Falcone era il Dirigente Generale degli Affari Penali del Ministero di Grazia e Giustizia retto da Claudio Martelli). Due settimane più tardi, i giornali diedero notizia che le rivelazioni di Spatola si erano rivelate infondate e che Mannino non faceva parte di Cosa Nostra. Cuffaro, nonostante avesse ragione sull’infondatezza delle dichiarazioni di Spatola e dell’inchiesta che ne era scaturita, resosi conto che contro Taurisano aveva usato parole troppo dure, lo volle risarcire senza aspettare un processo per diffamazione.

Ma la menzogna della presunta aggressione di Cuffaro a Falcone intanto dilagava finché non giunse anche oltre-manica. Grazie all’accordo di ieri, il Daily Telegraph ha deciso di rimuovere l’articolo incriminato. L'intesa è stata siglata dai legali di Cuffaro, Salvatore Ferrara e Giovanni Gruttad’Auria, e dal legale della società londinese, Gianluca Massimei, dello Studio Legale associato “Nctm”, coadiuvato dallo studio londinese Reynolds Porter Chamberlain, ed è stata raggiunta presso l'Organismo di media-conciliazione “MedialawItalia” di Palermo. Ferrara e Gruttad’Auria hanno espresso a conclusione “apprezzamento per l’onestà intellettuale dimostrata dai vertici della società londinese che, in ossequio al principio di verità, non hanno avuto alcuna remora a rivedere le posizioni in precedenza espresse sul contenuto dell’intervento di Salvatore Cuffaro nell’arena di “Samarcanda”.

“Con questa conciliazione” - ha aggiunto Ferrara - arriva l’ennesimo riconoscimento dell’infondatezza di numerose notizie circolate sul conto dell’allora governatore Cuffaro e che tanta parte hanno avuto sulla creazione di un ideal-tipo weberiano per nulla rispondente alla realtà dei fatti.”. Nel mese di Aprile del 2013, l’On. Antonio Di Pietro, per aver divulgato lo stesso video di Youtube sul suo sito, era stato condannato dal Tribunale di Palermo a risarcire Cuffaro.

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