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IL CASO/ Se anche il Daily Telegraph "riabilita" Cuffaro...

Pubblicazione:lunedì 20 gennaio 2014

Giovanni Falcone (Infophoto) Giovanni Falcone (Infophoto)

Sono passati più di vent’anni (era esattamente il 26 settembre del 1991) e gli effetti deleteri di una famosa puntata della trasmissione “Samarcanda”, che vide un giovane Michele Santoro contrapporsi ad un altrettanto giovane Totò Cuffaro, sembrano non finire mai. Quella sera, in un affollato teatro palermitano, si tenne in diretta una storica staffetta televisiva tra il “Maurizio Costanzo Show” e “Samarcanda” in memoria di Libero Grassi, coraggioso imprenditore palermitano ucciso per non essersi piegato alla mafia. Nel corso della trasmissione condotta da Costanzo e Santoro il “pentito” Rosario Spatola affermò che Calogero Mannino era un uomo di Cosa Nostra. Il giovane Totò Cuffaro, da poco divenuto deputato regionale dopo i consensi elettorali mietuti negli organismi dirigenti dell’ateneo palermitano, prima assistette a questo linciaggio mediatico e poi perse la pazienza, dando luogo ad una difesa appassionata e accorata dell’esperienza e degli uomini della DC del tempo, tentando di opporsi allo tsunami che di lì a poco avrebbe travolto la prima repubblica, criminalizzando senza alcuna discrezione tutto il gruppo dirigente democristiano.

Dalle riprese di quella serata fu tratto successivamente nel 2007 un video, dal titolo “Costanzo Show: Totò Cuffaro aggredisce Giovanni Falcone?”. Sugli hosting provider Youtube, Google Video, Dailymotion ecc.; e poi ancora sui social network Facebook, Twitter ecc. persino sulle pagine on line dei giornali esteri, il video imperversò per anni, fino ai nostri giorni. Ebbene, ormai è accertato, il titolo del video è una falsificazione grossolana come riconosciuto anche dalla Telegraph Media Group, società londinese editrice del principale quotidiano britannico. Il Daily Telegraph, nel 2009, dedicò, infatti, un articolo alla vicenda, pubblicando anche il video di Youtube con la notizia della inesistente aggressione di Cuffaro a Falcone. Cuffaro, a causa di questo articolo, alcuni mesi fa ha avviato una procedura di conciliazione che adesso costituisce una condizione di procedibilità in materia di diffamazione per avviare un processo di fronte ad un giudice.

Alla fine del procedimento le parti si sono accordate: il Daily Telegraph ha deciso “dopo aver visto tutti i documenti dell’epoca” di rimuovere l’articolo dal proprio archivio informatico. Ed ora che in qualche modo giustizia è fatta, sebbene dopo tanti anni, c’è da chiedersi: contro chi e perché Cuffaro intervenne nella bolgia infernale di quella sera? Nell’intervento, che riuscì a strappare a Michele Santoro, Cuffaro, attaccò i giornalisti per l’aggressione alla “classe dirigente della Sicilia”, definì Spatola “un pentito volgare” e definì “corrotto” il Giudice Istruttore titolare dell’inchiesta contro Mannino, il dott. Francesco Taurisano.


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