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Cronaca

SUORA-MAMMA/ Il peccato, da occasione di misericordia a "scusa" per non amare più

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Se noi non sperimentiamo nella nostra vita l'amore di Dio, ma solo il Suo giudizio, ovviamente il giudizio sarà anche il metro con cui misureremo la vita degli altri. Per questo il Papa non si mette l'elmetto e non attacca a testa bassa i peccatori, ma solo le "strutture di peccato" che si manifestano nel carrierismo, nello sfruttamento e nelle lobby di pressione internazionale: perché il mondo ha bisogno di perdono e di responsabilità, il mondo ha bisogno di ritrovare tutta la dignità dell'essere uomini, stigmatizzando quegli atteggiamenti e comportamenti che calpestano l'amore totale e definitivo, pretendendo di essere giustificati sempre e comunque. Il dolore, che l'altro può arrecarci col proprio male, non può mai essere fonte di alcun diritto, ma solo occasione per riaprire tutto il proprio cuore nella ricerca di Ciò che è fedele, ciò che non tradisce e non delude.

Questo è quello che auguro alle suore di Rieti e a tutti coloro che, per un motivo o per l'altro, hanno deciso di interrompere il Bene. Nell'ora del dolore e della prova è un Altro Amore che dobbiamo cercare affinché il nostro cuore si apra e non smetta mai di abbracciare la vita in tutta la sua drammaticità. In ogni vuoto d'amore si fa strada la chiacchiera, la deresponsabilizzazione e la presunzione. L'Occidente non ripartirà mai da una protesta o da una decisione moralmente ordinata: l'unica speranza del nostro tempo è trovare un volto - una valida ragione - per cui valga la pena non cedere alla tentazione di andare oltre, alla tentazione - insomma - di allontanare i poveri e i peccatori dalla nostra presunta perfezione.

È per questo che siamo insieme, è per questo che c'è il Papa. Perché nessun uomo abbia mai un alibi valido e corretto per smettere di amare e di amarsi. Il peccato non è la fine del mondo, ma l'inizio di un Amore più grande. Quello che proviene dalla passione che Cristo mostra tutti i giorni per la mia vita.

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COMMENTI
25/01/2014 - il peccato (luisella martin)

Mi permetto di far osservare che ciascuno di noi giudica gli altri come giudica se stesso; in questo articolo si é chiamato "peccato" l'errore di un'altra persona. Noi non sappiamo se la suora-mamma ha commesso un peccato, perché non conosciamo il suo cuore;comunque sia sembra che l'errore di quella suora sia diventato davvero misericordia, data l'intenzione di occuparsi del suo bambino. A volte il peccato che facciamo balza alla luce(come nel caso delle ragazze madri), altre volte lo stesso peccato rimane nascosto ai più, supporto di un perbenismo disgustoso. Ma ci sono peccati più gravi per le conseguenze che hanno sul progresso civile dell'umanità e questi sono tutti nascosti; mi pare che sia San Paolo a farne un elenco: invidia, accidia,eccetera. Lo scandalo é nello scandalo delle consorelle che sembrano offrire al Signore una castità solo apparente senza amore.

 
21/01/2014 - Una domanda alla madre Carla... (maurizio candelori)

ma Lei sarebbe andata per portarle i regalini o per abbracciarla e dirle "sappi che io ti voglio bene come prima?" Nel primo caso sono d'accordo con Lei, ma nel secondo me ne infischierei delle interpretazioni dei giornali!

 
21/01/2014 - La suora di Rieti (Carla D'Agostino Ungaretti)

Io non so se - essendo una suora di quel convento - sarei andata, o no, a far visita alla mia consorella puerpera. Certo avrei avuto bisogno del permesso della Superiora. Ma penso che comunque avrei deciso per il no, nella certezza che i media laicisti avrebbero esultato contrabbandando quella visita come un festeggiamento e un'approvazione del comportamento della neo mamma che, senza dubbio, ha tradito i suoi voti. In casi simili penso che che sia più produttiva la preghiera per una sorella che ha sbagliato piuttosto che visite e regalini.