BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CARCERI/ Martelli: la giustizia in Italia è una macchina "infernale" per colpa dei politici

Pubblicazione:mercoledì 22 gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 22 gennaio 2014, 11.15

Il carcere di Napoli Il carcere di Napoli

Senz’altro esiste un problema che riguarda le leggi. Ce ne sono troppe, sono farraginose, ed è quindi facile incappare nelle maglie della giustizia. Finire di fronte a un tribunale è sempre sgradevole, ma in Italia lo è in modo particolare perché si entra in un meccanismo infernale. La giustizia penale, ma anche quella civile, sono un vero e proprio tritacarne sia perché negano i diritti di tutte le parti in causa e allungano i processi all’infinito. Ma soprattutto, stando alle denunce dei procuratori generali all’inaugurazione di ogni anno giudiziario, la media in Italia è che il 90-95% dei reati resta impunito.

 

Per quali motivi?

Proprio per l’elefantiasi della macchina giudiziaria. Siamo purtroppo ri-precipitati in un contesto borbonico. Ai militari e ai funzionari che si lamentavano perché l’Esercito non aveva le munizioni, i Re Borboni rispondevano: “Facite a faccia feroce”. Questo fa la giustizia italiana, non cattura i criminali però fa la faccia feroce con tutti.

 

Lei è favorevole all’indulto?

L’indulto e l’amnistia sono necessari. Dipende però da che cosa si considera prioritario. Se la priorità è il rispetto dei diritti umani dei detenuti, sarebbe importante la depenalizzazione di alcuni reati, a partire da quello di immigrazione clandestina. Dovrebbero inoltre essere studiate delle misure alternative al carcere, in quanto le tecnologie moderne possono consentire delle forme di rieducazione diverse senza perdere il controllo sui potenziali soggetti che delinquono.

 

C’è il rischio che usando la clemenza i criminali delinquono ancora di più?

In realtà dalle statistiche più recenti risulta che i reati principali non sono affatto in aumento. A essere in crescita è la corruzione, a differenza per esempio degli omicidi. Ma per tornare all’indulto, ritengo che debba essere introdotto soltanto per i reati che non minacciano l’incolumità delle persone. La sottovalutazione della cultura italiana è che alla fine si considera più pericoloso il ladro dell’assassino, e questo è un modo degenere di pensare la giustizia perché c’è un ordine di gravità nei reati che si consumano e secondo me quelli contro la persona sono i più gravi di tutti.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.