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Cronaca

ATTACCHI ALLA CHIESA/ Padre Zollner (Univ. Gregoriana): una occasione per convertirci

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Intendo dire che dobbiamo sapere come porci pubblicamente. Tempo fa ho preso parte a una tavola rotonda del governo tedesco, con molti rappresentanti di istituzioni e associazioni. Il rappresentante dei medici tedeschi si è alzato e ha detto davanti a tutti i presenti: “Noi medici non possiamo puntare il dito contro i sacerdoti, perché statisticamente abbiamo più casi di abuso commessi da medici che non tra sacerdoti”. Dobbiamo inoltre dire che la Chiesa cattolica è l'istituzione mondiale che si adopera di più per la prevenzione rispetto a tante altre istituzioni.

 

Dunque quale dovrebbe essere la posizione anche culturale della Chiesa, di noi cristiani davanti a queste sfide?

Non vedo in modo chiaro, in questo momento, come trasmettere questo messaggio senza apparire difensivi o polemici. Dovremmo dire soprattutto quello che facciamo in positivo, ma dovrebbe arrivare anche il messaggio che abbiamo imparato la lezione del passato. Per troppi anni la Chiesa ha trattato questi casi in modo sbagliato. Abbiamo creato vittime per una malintesa difesa dei sacerdoti a spese delle vittime stesse.

 

Non crede che la Chiesa, proprio perché si pone come portatrice della Verità, venga attaccata per una presunta superiorità verso chi non crede?

Certamente la Chiesa, con il suo messaggio ad esempio sulla famiglia, suscita in certi ambienti resistenza e reazioni. Ma è altrettanto vero che molta gente, anche tra coloro che personalmente conosco, è contenta e grata che la Chiesa ci sia proprio per il messaggio che dà in questo campo.

 

Non pensa allora che ci sia un disegno preciso dietro agli attacchi contro la Chiesa?

Non credo sia un disegno pianificato a tavolino. Penso abbiano le loro preferenze e cerchino di promuoverle. In Germania volevano introdurre un nuovo curriculum in biologia per favorire la cosiddetta molteplicità degli orientamenti sessuali, e la Chiesa cattolica insieme a quella luterana si sono opposte con successo. Ci vuole una buona strategia di comunicazione e di informazione. Non possiamo negare a un giornalista il compito di scoprire le cose, sappiamo che non lascerà perdere fino a quando non ha scoperto quello che veniva nascosto. Bene, noi non dobbiamo nascondere cose che non riusciremmo a nascondere, ma chiarire e rendere trasparente quanto più possibile. Il che non vuol dire essere ingenui e lasciare la palla al gioco dei media. Dobbiamo essere molto intelligenti, dobbiamo essere ben preparati, saper parlare pubblicamente, precedere insinuazioni alle quali non si può rispondere e non entrare in contenziosi.

 

In conclusione: questi attacchi servono più a noi credenti e alla Chiesa perché ci convertiamo e ritroviamo il cuore della nostra fede? Piuttosto che impegnarci in uno scontro frontale di cui non sappiamo le conseguenze...


COMMENTI
27/01/2014 - se siamo immacolati nessuno può accusarci (Giuseppe Marinelli)

... come se a Gesù nessuno abbia mai detto niente e abbia vissuto rispettato dal mondo intero una vita tranquilla e riservata!