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ABORTO/ D'Agostino: il ricorso che mette i genitori contro la vita dei figli

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La spaccatura bioetica europea è gravissima e irrimediabile. E' giusto non esasperarla, ma riconosciamo che questa spaccatura c'è e quindi queste pronunce delle corti non sono conciliabili con l'ispirazione bioetica della legge 40 e quella bioetica perfino di quella sull'aborto che reputa lecito l'aborto in alcune condizioni ma non l'innalza a rango di diritto.

 

Il modo corretto di leggere la legge 40 quale dovrebbe essere allora?

La legge 40 dovrebbe essere letta in questa chiave cioè come una legge che vuole interdire ogni pratica eugenetica, ogni soppressione di embrioni e nascituri per motivi eugenetici. L'interruzione della pratica eugenetica può entrare in contrasto con i diritti eugenetici di una coppia, la quale può avere interesse a selezionare eugeneticamente i nascituri per far nascere solo bambini sani e sopprimere bambini malati prima del parto o addirittura prima dell'impianto dell'embrione.

 

Come si potrebbe uscire da questo impasse etico?

Non c'è separazione fra queste due istanze: o facciamo prevalere l'interesse generativo dei genitori ad avere figli sani o sacrifichiamo l'interesse dei genitori e vietiamo ogni pratica eugenetica. Diciamo cioè non procreate se siete a rischio di trasmettere malattie oppure procreate a vostro rischio. Il no all'eugenetica è questo: se procreate embrioni malati non potete sopprimerli.

 

Ma questo non piace alla mentalità corrente.

E' certo una opzione dura ma questo è il no all'eugenetica. Il no significa che un nascituro malato ha diritto a nascere per quanto sia doloroso. Se noi invece sopprimiamo un nascituro malato facciamo soppressione eugenetica. La legge 40 dice di no a tutte le indagini pre impiantatorie che possono attivare la soppressione degli embrioni altrimenti si distingue il sano e il malto per distruggere questi ultimi.

 

Anche il Tribunale di Roma dunque sollevando questione di costituzionalità ha avvallato di fatto l'eugenetica?

Il Tribunale di Roma ha detto che prevalente è l'interesse di una coppia e quindi anche quelle portatrici di patologie che possono essere trasmesse ai nascituri, dicendo che le norme della legge che limitano le indagini prenatali sono anti costituzionali. 

 

Si gioca a tutto campo su una presunta ambiguità per favorire una etica scorretta.

Viviamo in un sistema culturale che ogni giorno favorisce l'eugenetica senza volerlo ammettere. Tutti questi tentativi di limitare la legge 40 compreso quello della Corte costituzionale che ha fatto saltare il limite dei tre embrioni in provetta è uno di questi tentativi. La legge 40 diceva che in casi estremi la fecondazione in provetta può essere fatta su non più di tre embrioni.  La Corte ha fatto saltare il limite e questo significa che posso produrre dieci embrioni poi seleziono i migliori e gli altri li abbandono. Questa si chiama eugenetica: non procedo all'impianto tirando a sorte, ma esamino i migliori e li salvo e condanno gli altri. La Corte ha avallato una pratica eugenetica senza dirlo. Questo ulteriore ricorso è da capire nella stessa logica della Corte europea: si vuole avallare l'eugenetica senza dirlo. Poi fra qualche anno ci sarà qualcuno che dirà basta con l'ipocrisia linguistica, dirà che l'eugenetica va bene a tutti e farà una legge apposita. Alla fine le ipocrisie saltano sempre. 



(Paolo Vites) 

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