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Cronaca

ALEXIA CANESTRARI/ Chi è la mamma dei due bambini lasciati soli in montagna

Si sta ancora tentando di fare luce su ciò che è accaduto il pomeriggio del 31 dicembre a Subiaco, sul Monte Livata in provincia di Roma. Alexia Canestrari risponde alle accuse.

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Si sta ancora tentando di fare luce su ciò che è accaduto il pomeriggio del 31 dicembre a Subiaco, sul Monte Livata alle porte di Roma, dove due bambini (Manuel di 5 anni e Nicole di 4 anni) sono stati ritrovati feriti ma vivi dopo aver trascorso una notte completamente da soli a 1.500 metri di altezza. Al momento non è indagata Alexia Canestrari, mamma naturale della bambina e matrigna del piccolo, che li ha lasciati da soli per andare a cercare aiuto. La Procura di Tivoli, infatti, ha aperto un fascicolo a carico di ignoti. La donna, 36 anni, è attuale compagna di Emanuele Tornabuoni, proprietario insieme al fratello dell'esclusivo circolo sportivo "Due Ponti", uno dei più prestigiosi della capitale. Proprio il papà di Manuel e Nicole è tornato a difendere Alexia: "Con la decisione di lasciarli, li ha salvati - ha detto - E’ sempre stata perfettamente lucida, è grazie a lei che si è risolto tutto. Lei ha messo i bambini a riparo e ha chiamato i soccorsi, li ha lasciati e lasciandoli li ha salvati". Anche la mamma, in una intervista a Repubblica, ha respinto ogni accusa: "Mi hanno dipinta come un mostro, l'orco cattivo delle favole. Come la madre che ha abbandonato i figli al freddo, nudi, scalzi e se n'è andata in giro per il bosco. Beh, sono davvero dispiaciuta per tutto quello che mi è stato riportato. La cattiveria del mondo esterno, confronto all'oasi di solidarietà e umanità che ho trovato qui a Subiaco, mi ha davvero ferito. Ora le racconto la verità, così come l'ho detta ai carabinieri e come la dirò alla magistratura". Questa la versione della 36enne: "Stavo morendo di freddo e mi stava prendendo un gran sonno. Loro erano stanchi e non volevano più camminare. Ho provato a prenderli in braccio, ma non ce la facevo. Mi sono messa a cagnolino e li ho caricati sulla schiena. Così non andavamo da nessuna parte. Mi sono detta: se mi fermo, mi addormento, mi congelo e a loro chi pensa? Così li ho coperti coi loro giubbotti, gli ho messo il cappuccio e le manine nella tasca e mi sono allontanata".

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