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SANTO DEL GIORNO/ Il 31 gennaio si festeggia San Giovanni Bosco

Pubblicazione:venerdì 31 gennaio 2014

San Giovanni Bosco San Giovanni Bosco

Il giorno 31 gennaio si celebra San Giovanni Bosco. Giovanni nacque il 16 agosto dell'anno 1815 a Castelnuovo d'Asti. La sua non fu un'infanzia felice. Terzo di tre fratelli (gli altri due erano Antonio, nato sette anni prima, e Giuseppe, di due anni più grande), Giovanni dovette affrontare la morte del padre quando aveva appena due anni. Francesco, il padre, morì infatti nel 1817 per colpa di una forma molto grave di polmonite. Da quel momento, la madre Margherita dovette mandare avanti la famiglia da sola. Tra i tre fratelli, Giovanni era l'unico che studiava. Il fratello maggiore Antonio mal vedeva questa sua tendenza a stare sui libri piuttosto che coltivare i terreni che permettevano a tutti e quattro di mangiare. Giovanni crebbe dunque in questo ambiente e in questa atmosfera. Quando aveva solo nove anni ebbe un sogno molto particolare: una vera e propria rivelazione, al seguito della quale sentì ardere nel suo cuore la vocazione e l'amore per Gesù Cristo. In questo sogno Giovanni si trovava nei pressi della sua abitazione, all'interno di un cortile in cui era presente un grande numero di ragazzi che si divertivano. Giovanni sentiva alcuni dei partecipanti a questa festa bestemmiare. Questo gesto faceva imbestialire il giovane, il quale, nel sogno, cercò di fermare gli autori di quelle parole blasfeme. Ad un tratto, però, apparve davanti ai suoi occhi un uomo vestito in maniera molto elegante e che aveva un volto così pieno di luce che i suoi occhi non riuscivano a reggere lo sguardo. Giovanni, a quel punto, gli domandò chi fosse. L'uomo rispose: "Io sono il figlio di colei che tua madre ti insegnò a salutare tre volte al giorno". In quel preciso momento vide apparire poco lontano da lui la Madonna, la quale gli disse: "Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare. Cresci umile, forte e robusto, e ciò che adesso vedrai succedere a questi animali, tu lo dovrai fare per i miei figli". Giovanni si guardò intorno e notò che al posto dei giovani blasfemi c'erano alcuni animali, come gatti, cani e capretti mansueti. È questo il primo di tanti episodi che gli capiteranno per tutto il resto della vita, in cui attraverso i suoi sogni diventerà portatore di profezie. Giovanni si diede dunque alla vita di chiesa. La sua prima preoccupazione fu avvicinarsi ai ragazzi più giovani per portarli, nel caso in cui ne dovessero avere bisogno, sulla retta via. Il modo in cui decise di farlo, però, è molto particolare: Giovanni impara infatti alcuni giochi di prestigio per colpire i ragazzi e avvicinarli per farli partecipare alla messa ed alla lettura della Bibbia.

Nel frattempo, divenuta impossibile la convivenza con il fratello, Giovanni fu costretto ad andar via da casa e trasferirsi a Moncucco Torinese, dove rimarrà per due anni. Al fine di continuare a pagarsi gli studi, Giovanni cambiò una grandissima quantità di mestieri diversi, a volte anche molto umili. Alla scuola di Chieri Giovanni fondò la sua prima "associazione cattolica", che si chiamava "Società dell'Allegria", e si proponeva di far riavvicinare i coetanei alla preghiera. Proprio in quel periodo Giovanni strinse una fortissima amicizia con Luigi, il nipote del prete di Cinzano. Questo ragazzo era molto mite, e subiva passivamente le angherie dei suoi coetanei. Giovanni, però, soffriva ogni volta che questo accadeva, e ogni volta che poteva correva ad aiutarlo. Questa amicizia risulterà fondamentale per la sua vita pastorale. Dopo due anni di studio presso la classe di "Umanità", Giovanni pensò di entrare nel convento dei Francescani, ma al momento di fare domanda ci ripensò e decise invece di entrare nel seminario di Chieri, in cui rimase ininterrottamente fino all'anno 1841. Nel 1937, però, venne a mancare il suo amico Luigi, portato via a soli ventidue anni di vita da una malattia. Questo evento drammatico convinse Giovanni che la cura della propria anima e il perseguimento della vita eterna sarebbe stato il suo motivo di vita. 


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