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SANTO DEL GIORNO/ Il 7 gennaio si celebra San Raimondo di Penafort

Pubblicazione:martedì 7 gennaio 2014

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

In quanto Generale dei Domenicani è costretto a viaggiare molto nelle varie zone d'Europa dove esiste questo Ordine. Visita dunque tante città, parla con i fratelli domenicani di culture e lingue differenti, li ascolta e cerca di risolvere i loro problemi. Anche qui, però, il suo incarico è destinato a finire. Raimondo comincia a invecchiare e la vita fatta di preghiera e studio che conduceva prima comincia a mancargli sempre di più. Compiuti settanta anni decide dunque di tornare alla sua vecchia vita, occupandosi comunque dell'Ordine educando e formando i fratelli novizi. Non solo. Raimondo è convinto che un Ordine come quello dei Domenicani, che oramai possiede propaggini in tutte le zone del continente, debba per forza di cose possedere tutto ciò che occorre per tentare di far breccia nelle coscienze di quanta più gente possibile. Va bene dunque il dialogo con chi è già cristiano, ma lo scopo principale dell'Ordine dovrà diventare quello di avvicinarsi a chi cristiano non è, e tentare di convertirlo. Raimondo si impegna dunque a preparare tutta una serie di testi che possano in qualche modo servire a migliorare il dialogo con persone provenienti da altri luoghi e di diversa cultura e fede. In aggiunta, contribuisce a costruire a Tunisi una scuola di arabo e a Murcia (città spagnola) un istituto in cui si insegna la lingua ebraica. L'impegno dunque è costante e continua anche quando l'età comincia a farsi sempre più veneranda. Ma Raimondo continuerà con il suo impegno a favore della causa cristiana e domenicana fino a quando anche l'ultimo barlume di forze gli resta in corpo. Raggiunti però i cento anni (un'età impensabile per quell'epoca) deve arrendersi. Raimondo muore a Barcellona nel 1275. San Raimondo da Penafort viene canonizzato da Papa Clemente VII nel 1601.



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