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Cronaca

TERZO SEGRETO DI FATIMA/ Lo studio: il messaggio reso pubblico da Wojtyla è autentico

Fu proprio suor Lucia a vergare di sua mano il testo del terzo segreto di Fatima reso noto nel 2000 da Giovanni Paolo II. I risultati di uno studio scientifico

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Le dietrologie e i misteri legati ai messaggi di Fatima, in particolare il terzo, quello affidato ai pontefici e lungamente tenuto privato fino a quando Giovanni Paolo II non ha deciso nel 2000 di rivelarlo, suscitano ancora oggi ampie discussioni. Una docente alla facoltà di lettere dell'università di Coimbra, Maria José Azevedo Santos, proprio per sfatte i tanti dubbi in circolazione, ha compiuto su di esso un lungo studio che sarà reso pubblico nei prossimi giorni. Per molti infatti il vero terzo segreto di Fatima invece non sarebbe ancora stato reso pubblico o comunque rivelato solo in parte. Secondo le anticipazioni dello studio, si sostiene che il manoscritto che Wojtyla rese noto insieme all'allora cardinale Ratzinger, sarebbe autentico. Nel dettaglio, il testo in questione è quello in cui si parla di un vescovo vestito di bianco che viene ucciso subendo il martirio insieme a molti cristiani in cima a una montagna. Giovanni Paolo II sostenne che tale profezia si riferiva all'attentato da lui subito nel 1981 e suor Lucia fu d'accordo. I risultati dello studio sono stati anticipati dalla stessa docente in una intervista al giornale del santuario, Voz da Fàtima e comunicati dall'agenzia cattolica portoghese. Si tratta di un documento autentico, dice, così come la Chiesa ha sempre sostenuto, redatto da suor Lucia anche se manca la sua firma. La docente ha comparato questo scritto con altri della suora giungendo alla conclusione che lo scrisse proprio lei.

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