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UNIONI CIVILI/ Belletti (Forum famiglie): l'idea di Renzi è uno spot anti-famiglia

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Ma la reversibilità per le unioni civili è un errore gravissimo non tanto perché costa (il che rimane comunque vero, come ricorda Cazzola), ma perché il rapporto di coppia delle unioni civili non si assume responsabilità pubbliche, è asservito ad un individualismo che chiede solo diritti, senza doveri, mentre il matrimonio è una vera e propria alleanza, sottoscritta con doveri e regole certe, tra marito e moglie, e soprattutto tra i coniugi e la società, che esige una responsabilità pubblica. Per questo sarebbe profondamente iniquo consentire la reversibilità anche alle unioni civili, che chiedono tutto senza dare niente.

Purtroppo emerge qui uno dei più grandi difetti della politica del nostro Paese, quando si parla di famiglia: non la si protegge, né la si promuove, né la si sostiene, nelle sue reali sfide quotidiane, ma la si usa e strumentalizza. Si usano i cosiddetti “diritti civili” per annacquare l’identità dell’istituzione famiglia, senza preoccuparsi di come sostenerla. E quando si tratta di risorse economiche, I problemi del Paese sono sempre altri, le risorse sono sempre per altri. Eppure le famiglie tengono insieme il Paese, e il legame coniugale e genitoriale, pur fragile e difficile, è la principale e più efficace risorsa di solidarietà nel nostro Paese. Ben più del sistema di welfare statale, ben più dell’equità fiscale nel nostro Paese, ben più della solidarietà intergenerazionale non garantita oggi dalla previdenza pubblica (come dimostra la difficoltà di colpire le pensioni d’oro o di sostenere il lavoro dei giovani).

Se proprio bisogna spendere per qualcosa che ha a che fare con la famiglia, che si investa finalmente a favore di quelle famiglie che ancora osano dare alla luce una nuova vita, a quei genitori che sacrificano la propria vita per allevare, educare e far crescere i propri figli. Ma finora, da tutta la politica ben pochi hanno segnalato questa priorità e hanno agito di conseguenza. E pensare che a giugno 2012 un governo della Repubblica italiana ha approvato un Piano nazionale per la Famiglia: finora, solo carta! E’ tempo di passare dalle parole ai fatti.

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