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IL CASO/ Gotti Tedeschi: l'ultima idea contro la vita? "Suicidare" gli anziani

ETTORE GOTTI TEDESCHI su blocco delle nascite (frutto delle teorie neomalthusiane negli anni settanta), anziani ed eutanasia. Se il controllo delle nascite diventa controllo della morte

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L’Humanae Vitae di Paolo VI è stata fin troppo chiara: rifiutando la vita (le nascite), si produce indirettamente il rischio di imporre la morte dei vecchi improduttivi, superflui e costosi, non più economicamente sostenibili. Ma poiché i vecchi stan diventando maggioranza numerica, e votano, rappresentano un serbatoio elettorale consistente e pericoloso. Così la soppressione dei vecchi deve avvenire per loro scelta, una decisione autonoma e libera, presa arrivando a sentire la vita indegna di esser vissuta, e loro stessi un peso inutile e dannoso per i loro simili giovani.

Per arrivare a questa decisione il condizionamento psicologico deve esser perfetto. Ben diverso questo dall'eutanasia, che viene considerata infine un atto di pietà per dare una “buona morte” a chi soffre. No, la scelta volontaria (obbligata) di morire è molto peggio, è la negazione della vita e della sua sacralità. Ed è persino molto di più. Essendo un suicidio, priva chi lo decide non solo della vita terrena, ma anche della vita eterna.

Ecco, questi concetti sono ben espressi in un libretto scritto nel 1978 da un intellettuale svedese, Carl H. Wijkmark (La morte moderna) e pubblicati in italiano nel 2008 da Iperborea. In questo minisaggio l’autore immagina un probabile congresso di bioetica ed espone le considerazioni ivi portate da razionali uomini di scienza. Il contesto è vero: il problema demografico è ormai scoppiato, aborti e non nascite coesistenti con popolazione invecchiata, grazie anche ai progressi della medicina, han prodotto uno scompenso economico insanabile. I vecchi non solo costano, ma non possono neppure più produrre e mantenersi lavorando perché il crollo dello sviluppo (e del lavoro) dovuto al crollo demografico, lo impedisce. Ma per le ragioni esposte, il problema va risolto con la loro collaborazione, non contro. E la questione diventa: come creare una domanda di eutanasia da parte di chi non è malato terminale o non soffre?

Il merito di questo libretto è quello di anticipare i temi che in realtà qualcuno sta già immaginando. Se l’uomo è solo un animale intelligente con la dignità di un bacillo evoluto, non dovremmo stupirci se queste ipotesi fantabioetiche possano diventare presto realtà. Gli ingredienti ci sono tutti e lo scrivente ha da anni cercato di spiegarlo tecnicamente, inascoltato. Ma questa ipotesi di soluzione non l’avevo immaginata e mi pare geniale, in senso demoniaco.

Non siamo lontani da una nuova etica di vita e di morte che presenta il male facendolo apparire bene. La decisione di suicidarsi è presa per rispetto del valore (socioeconomico) della vita degli altri.  


COMMENTI
08/01/2014 - Il suicidio è terribile volente o no (claudia mazzola)

Stamane ho saputo che un conoscente, farmacista 55 anni, per i debiti si è buttato sotto un treno, lascia moglie e 5 figli. Qualcuno ci insegni ad amare la vita.

 
08/01/2014 - Ah gli scrittori di fantascienza... (Corrado Rizzi)

Se volete sapere come funzionerà tecnicamente basterà leggere "Paria dei cieli" di I. Asimov. Lui lo ha immaginato tra decine di migliaia di anni, purtroppo ne saranno passati poche decine