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PAPA/ Bergoglio, Chernobyl e la generazione che cambia

Pubblicazione:mercoledì 8 gennaio 2014 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 8 gennaio 2014, 8.53

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Caro direttore,
ho letto con molta attenzione e condivido le osservazioni di Antonio Spadaro nel suo articolo sul Corriere della Sera; è vero, si stanno equivocando appositamente le parole di Papa Francesco in modo da annacquare la sua sfida che invece è quanto mai chiara e stringente. Il Papa sta con le parole e con i gesti, con lo sguardo e con le azioni, con il suo abbraccio totale, portando ad ogni uomo e ad ogni donna l'amore che il loro cuore cerca, l'amore di cui ha bisogno, questa è la rivoluzione di Papa Bergoglio. Proprio perché Papa Francesco testimonia che Cristo sa rispondere alle esigenze costitutive dell'essere umano, urge quanto mai capire le ragioni che lo muovono per poterlo seguire, senza fermarsi a degli aspetti particolari che rischierebbero di impantanare l'annuncio cristiano, di fermare la sua mossa.

Sono due le questioni che bisogna capire, altrimenti non si potrà contribuire creativamente a quello che Papa Bergoglio sta lanciando, una nuova e più incisiva azione missionaria, una compagnia reale ad ogni essere umano, ogni essere umano bisogna sottolinearlo, tant'è che all'Angelus dell'Epifania il Papa ha detto: Mi piacerebbe – sinceramente - mi piacerebbe dire a quelli che si sentono lontani da Dio e dalla Chiesa - dirlo rispettosamente - dire a quelli che sono timorosi e indifferenti: il Signore chiama anche te, ti chiama ad essere parte del suo popolo e lo fa con grande rispetto e amore!» (ibid., 113). Il Signore ti chiama. Il Signore ti cerca. Il Signore ti aspetta. Il Signore non fa proselitismo, dà amore, e questo amore ti cerca, ti aspetta, te che in questo momento non credi o sei lontano. E questo è l'amore di Dio".

In questa capacità di stare di fronte ad ogni persona, con la certezza che il Signore si rivolge direttamente a lui o a lei, che lo cerca o la cerca, in questa tenerezza per ogni persona sta la rivoluzione di Papa Bergoglio, che in realtà è semplicemente vivere l'amore che Cristo porta oggi.

La prima questione da capire è perché questo amore sia l'educazione. Il Papa lo dice esplicitamente quando afferma: "trasmettere conoscenza, trasmettere modi di fare, trasmettere valori. Attraverso questi si trasmette la fede. L'educatore deve essere all'altezza delle persone che educa, deve interrogarsi su come annunciare Gesù Cristo a una generazione che cambia". 

Non esiste amore che non sia educazione, che non abbia a cuore il bene dell'altro. Per questo la questione prima che Papa Bergoglio pone non sono le coppie di fatto o l'omosessualità, ma se l'incontro con il cristianesimo educhi, se l'impatto con lo sguardo di Cristo entri dentro la vita e la liberi verso il suo compimento. Questa è l'educazione, un amore che educa, uno sguardo in cui le domande più vere sono prese sul serio e portate a incontrare la risposta, che non è una teoria, ma una presenza, la tenerezza di un abbraccio, tant'è che "bisogna cercare Dio per trovarlo, e trovarlo per cercarlo ancora e sempre".


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