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ENI/ Evasione fiscale e fondi neri: tre indagati

Pubblicazione:mercoledì 1 ottobre 2014

(Infophoto) (Infophoto)

Evasione fiscale e fondi neri. La procura di Roma ha aperto un’indagine, a carico di due manager dell’Ente Nazionale Idrocarburi e di una terza persona, per fare chiarezza sulle forniture di carburante dell’Eni. Gli indagati – Angelo Caridi, Angelo Fanelli e Roberto Turriziani – sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla sottrazione al pagamento dell’accisa. Nel mirino degli investigatori la falsificazione delle bolle così da non pagare le accise: in questo modo sarebbe stato creato il tesoretto occulto, stimato in milioni di euro ancora da quantificare (al momento sembrano essere 2). Ma come funzionava il giochetto, scoperto dal Nucleo tributario di Roma? Dai depositi e dalle raffinerie Eni partivano camion con benzine, diesel o Gpl in quantità maggiore rispetto a quella dichiarata, così da pagare meno tasse e rimpinguare gli slush fund. Nel frattempo Eni prende atto delle indagini in corso e in un comunicato promette “la massima attenzione al tema e assicura una piena collaborazione alle autorità”.



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