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MORTALITA' INFANTILE/ Al Sud è più alta del 30%. I pediatri: ripensare il sistema sanitario

Pubblicazione:venerdì 10 ottobre 2014

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Nel Sud Italia il tasso di mortalità infantile è del 30% più alto rispetto alle regioni settentrionali, mentre nel resto del territorio italiano è sensibilmente inferiore rispetto alla media dell’Unione Europea e quasi la metà rispetto all’America. È la Società italiana di pediatri a lanciare un appello alle istituzioni affinché intervengano per "ripensare radicalmente il sistema sanitario, a partire dalla riforma del Titolo V della Costituzione". Si verificano infatti delle diversità di trattamento tra i bambini che nascono al nord e i bambini che nascono al sud. Un esempio? "Un bambino che viene al mondo in Toscana è sottoposto allo screening neonatale metabolico allargato, che consente di diagnosticare, e quindi trattare precocemente, più di 40 patologie rare, mentre un bambino che nasce in Campania viene monitorato solo per i tre test obbligatori per legge (ipotiroidismo congenito, fibrosi cistica e fenilchetonuria)". E ancora: nel Lazio e in Sicilia alcuni bambini fanno lo screening allargato, altri solo i tre obbligatori. In questo modo la “tutela della salute dei bambini italiani si presenta come  un variegato mosaico di situazioni differenti, a volte persino all’interno della stessa regione", chiarisce il dossier. La situazione non cambia anche per le vaccinazioni: "In Puglia, in Basilicata, in Veneto e in Toscana da quest'anno i bambini saranno gratuitamente vaccinati contro il temibile meningococco B, una tra le principali cause di meningite da meningococco con esiti mortali e danni permanenti (ipoacusie, amputazioni ecc) con maggiore impatto nel primo anno di vita. Nelle altre regioni d'Italia i piccoli - spiegano i pediatri - non riceveranno l'immunizzazione gratuita, anche se alcune Asl, in base alle risorse economiche disponibili, hanno deciso di offrirla nel proprio ambito territoriale ai nuovi nati o ai soggetti a rischio. Trattamenti diversi, quindi, persino all'interno della stessa regione". Per questo motivo la Sip lancia un appello alle istituzioni per porre rimedio a questa "palese violazione di principi costituzionali il cui rispetto non può dipendere dalla regione di appartenenza". (Serena Marotta)



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