BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ALLUVIONE GENOVA/ Andrea: noi, giovani "smidollati", abbiamo salvato la città

Giovani volontari a Genova (foto Andrea Frega) Giovani volontari a Genova (foto Andrea Frega)

Ebbene ci siamo messi ad aiutare, ragazze e ragazzi che portano via mobili e fango fino alle vie principali dove un trattore li caricava e li gettava in container. Bellissimo condividere fatica, sorrisi con le persone al borgo, scambiare due parole con chi ha perso tutto e vedere in loro la gratitudine nei nostri confronti e la rabbia verso chi è pagato per aiutarli e sta a guardare. 

Perché bisogna dirlo, se non ci fossero gli "angeli del fango", che non sono altro che ragazzi e non, mossi da un bene, la città sarebbe davvero in ginocchio e le persone che hanno perso tutto sarebbero disperate. Perché non c'è un poliziotto, un carabiniere, un militare che sia in mezzo al fango a dare una mano, ma tutti li a guardare con la divisa immacolata. E questo la gente lo vede e si arrabbia. La disorganizzazione è grande, tutto è in mano ai volontari e non c'e nessuno che coordini le operazioni. 

Il terzo giorno, domenica, ci siamo ritrovati dai Marmisti a Staglieno,vicino al cimitero cittadino, una zona con presenza di commercianti e abitanti dove il fango era a livelli mai visti. Dopo tre giorni c'erano ancora almeno 60 centimetri di fango per le vie. Ci saranno stati centinaia di ragazzi, indaffarati ad aiutare, il coordinamento lasciato al caso. 

Ecco, da questi giorni io esco ancora più desideroso di rimboccarmi le maniche e di coinvolgere quante più persone ad andare a dare una mano, perché ogni sera torniamo a casa sfiniti ma felici, con negli occhi lo sguardo del vecchietto che ha perso tutto, del commerciante che ti ringrazia e che ti offre il pranzo, del vicino di casa che ti porta il caffè, del tuo amico con cui hai lavorato e dello sconosciuto che hai aiutato a portare un mobile fuori dal fango. Penso che bisognerebbe imparare da questa gratuità incontrata, dalla fierezza di tanti ragazzi nell'aiutare, che l'essere umano è fatto per queste cose, è fatto per amare e per fare del bene. 

Inoltre ci scopriamo con la felice consapevolezza che la nostra generazione di giovani, etichettati come smidollati, le stesse persone e ragazzi che vanno a scuola svogliati, che non studiano, che non lavorano, sono quelli che stanno rimettendo in piedi Genova, sono quelli che sanno cosa vuol dire fare bene perché lo hanno nel cuore, e forse bisognerebbe puntare su questa gente. Perché se non fosse per loro, ma per gli "addetti" pagati da noi, la città sarebbe sommersa e in ginocchio ancora oggi.

Per questo, ringrazio gli angeli del fango, dopo loro il niente, o meglio dopo di loro la responsabilità di tutti noi ad accompagnare l'impeto di questi cuori che desiderano cose grandi, a non dimenticare che siamo fatti per fare il bene. Se la realtà ci provoca anche in modo così crudo, noi ci ridestiamo e ci stupiamo della bellezza che c'è attorno a noi, anche nel fango.

Andrea Frega

© Riproduzione Riservata.