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ETEROLOGA/ Oggi il primo intervento in Italia. Toccafondi: senza legge nazionale è una giungla

Al via oggi in Toscana, presso il policlinico Careggi, al primo trattamento con l’utilizzo di gameti maschili. Si tratta del primo debutto dell’eterologa in un ospedale pubblico

foto: Infophoto foto: Infophoto

Sulla fecondazione eterologa "servono linee guida uniformi sull'intero territorio italiano. C'è bisogno di indicazioni comuni a tutte le regioni, regole e paletti che solo una legge nazionale può dare. Agendo singolarmente si crea un far west, sono assolutamente indispensabili norme chiare". A parlare è il sottosegretario Gabriele Toccafondi, coordinatore regionale toscano di Ncd, che ha commentato il primo intervento di fecondazione avvenuto oggi all'ospedale di Careggi, a Firenze. "Senza regole nazionali e controllo - ha aggiunto Toccafondi - chi può essere sicuro che non saranno possibili storture? L'auspicio è che l'Italia non segua l'esempio di altri Paesi, dove le regole non ci sono, con risultati spesso drammatici. Quando si tratta di temi così delicati, le regole sono un obbligo imprescindibile".

E' in programma oggi in Toscana, presso il policlinico Careggi, il primo trattamento con l’utilizzo di gameti maschili. Si tratta del debutto della fecondazione eterologa in un ospedale pubblico. Il seme che verrà utilizzato è stato acquisito da un istituto europeo accreditato ed autorizzato, per garantire al massimo 3-4 trattamenti. Intanto a Careggi sono già oltre mille le coppie provenienti da tutta Italia, che vogliono effettuare il trattamento. Il 31 per cento risiede in Toscana, ma seguono il Lazio con il 15 per cento, Lombardia e Campania con il 10 per cento e Puglia con l’8 per cento. Così, per far fronte alla grande richiesta, l’ospedale, dalla prossima settimana, inserirà nel suo staff un altro ginecologo in modo da consentire «cinque ambulatori a settimana che consentiranno di effettuare visite per 40 coppie a settimana» e ridurre così i tempi di attesa. Nel frattempo, prosegue il percorso di acquisizione dei gameti, e la selezione dei donatori: il tempo tecnico per selezionare i donatori come idonei è non inferiore a 5-6 mesi. «Per la complessità delle attività sanitarie del Centro per l’infertilità di coppia - afferma l’Aou - è stata istituita una nuova struttura organizzativa dedicata, la cui responsabilità è stata affidata alla professoressa Elisabetta Coccia».  

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