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DIVORZIO BREVE/ Perché quando scappiamo dal dolore tutto è più facile?

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Grazie alla nuova procedura di divorzio tramite “negoziazione assistita dagli avvocati”, qualche giorno fa in Veneto c'è stato il primo divorzio lampo. Erano due coniugi cinquantenni e ci hanno messo tre ore. Se non ci sono figli minorenni - o maggiorenni non indipendenti - ti dai appuntamento in un ufficio della tua città e puoi mettere fine al matrimonio con una firma sulle carte preparate dagli avvocati. Tre ore. 

Tre ore cosa sono oggi? Cosa ci fai oggi con tre ore? Io abito a Roma e quindi ne tolgo una di traffico per andare a fare quello che devo fare. Ne rimangono due. Togli il tempo di aspettare l’autobus o di trovare parcheggio, ne rimangono una e mezzo. Togli l’attesa - una fila qualsiasi - per fare quello che devi fare, ne rimane una. Con un’ora che ci fai? Un’ora a che serve? Ma anche fossero tre? Facciamo che devo solo salire al piano di sopra per la riunione condominiale. In tre ore alla riunione condominiale non si decide nulla. Neanche dove mettere la nuova cassetta delle lettere.

Tre ore. Se tuo figlio prende quattro a scuola, capirlo con lui quanto ti richiede? Mettici il tempo che te lo confessa (il verbo è giusto, lui la vive come una confessione). Il tempo che ti calmi, il tempo che ascolti tutte le giustificazioni e l’elenco dei voti altrui (solo quelli sotto il quattro, ovvio). Il tempo che chiedi un colloquio all'insegnante e lo ottieni, il tempo che fai la fila per il colloquio, il tempo che ascolti la prof, il tempo che capisci la prof, il tempo che cerchi di capire che dire e che fare tu, genitore. Il tempo che poi torni a casa e lo spieghi al figlio perché ha preso quattro, che poi lo sapevi già: non studia. E tre ore non bastano. 

Non bastano neppure per il primo step. Una giornalista, lodando il divorzio breve, ha scritto: “Ora si attende la trascrizione in anagrafe e tutto sarà finito in un lampo, come quando si dissero «sì»”. Solenne sciocchezza: la giornalista forse non si è mai sposata. Non ci si sposa in tre ore, i tempi burocratici non lo permettono. Per sposarsi, se vuoi fare le cose in grande, ci vuole un anno, festeggiamenti compresi. Se vuoi fare le cose in fretta, senza tanti orpelli, almeno otto giorni per trovare il giorno libero in cui si celebrano i matrimoni e per le pubblicazioni nell’albo della città di residenza, ce li devi mettere.

Oggi, in tre ore, si può solo divorziare. Un po' come abortire. Scusate, l'esempio è brutto, so che per la donna abortire è un processo lungo e sofferto. Ma voglio dire che se devi fare un’ecografia in struttura pubblica, la prima ecografia quando aspetti un bambino, l'appuntamento te lo danno quando il figlio sta nascendo. Invece, per abortire, tempo una settimana o poco più e sei sul tavolo operatorio.


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COMMENTI
17/10/2014 - il senso di vivere il dolore (Paola Baratta)

C'è un senso nel vivere, anche il dolore? C'è uno scrittore di cui non ricordo il nome ma che sosteneva in un suo saggio a un dipresso così: che esiste un male evitabile e uno inevitabile. il dolore evitabile bisogna far di tutto per evitarlo. levare la sofferenza se sei malato; togliere la febbre e i dolori articolari se hai l'influenza. Non far del male e prevenire ogni violenza dell'uomo sull'uomo. Sui propri simili. C'è poi un dolore esistenziale. Inevitabile. La morte. La malattia. I vari accidenti che ci accadono nella vita e non hanno un perchè. Bisogna vivere per capire entrambi questi dolori: per avere compassione se li incontriamo. Per curarli se possiamo. Per evitarli. E dobbiamo vivere anche forse l'inevitabilità del dolore. Non con rassegnazione, ma come momento di pienezza. Non come "purificazione": ma con l'autenticità di chi grida. "dio mio, dio mio, perchè mi hai abbandonato"? ma lo grida alla fine. in punto di morte...dopo tanto pensare. dopo tanto pregare. E dà dignità a tutto e salva tutto e tutti. Con quel grido che non vuol spiegare niente. ma dice solo di qualcuno che non ti lascia mai. Anche nell'ombra...Non ti lascia mai.

 
17/10/2014 - Commento (stefania perna)

Giuste riflessioni: certamente il fattore velocità (solo 3 ore), non facilita i processi di ripensamento e approfondimento, che spesso necessitano solo del fattore tempo. Infatti quante volte una decisione "irremmovibile", può, per un semplice fattore di ritardo temporale, prendere una strada imprevista? Siamo esseri umani e tanti elementi ci condizionano o semplicemente concorrono alle nostre scelte. Anche se non vogliamo ammetterlo. Però trovo curiosa la precisazione quasi difensiva a fine articolo: "Il dolore è un grande momento di verità… Celebrazione del dolore purificante? No, solo tanta vita". Si nota quasi una paura a parlare del dolore, che sarebbe quasi solo una negazione di vita. Invece io credo che il dolore, sia, entro certi limiti, un costituente della vita. Insomma il problema non è solo nella velocità con cui si tende a superare il dolore, ma nel fatto che proprio ci si vuol illudere di escluderlo dalla vita. Si vuol credere che tolto questo e tolto quello, in 3 ore o anche meno, non ci sarà più nessun dolore. Quelli che divorzieranno in 3 ore, ad esempio, si saranno liberati dal dolore di un matrimonio difficile, ma non per questo saranno esenti da altre difficoltà e dolori. Insomma bisognerebbe aiutare le persone ad attrezzarsi almeno mentalmente a capire la difficoltà della vita,che è preziosa e tragica insieme : non si può arrivare sino alla morte, che a questo punto è solo un assurdo...rincorrendo l'idea di eliminare ogni dolore.

 
17/10/2014 - commento (francesco taddei)

non sarà l'abolizione del divorzio a far tenere una famiglia. è la mancanza di educazione cristiana che le fa sfasciare. ma i preti sembrano non capirlo.