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IL CASO/ L'isis, quelle bambine abusate e la guerra che abbiamo perduto..

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"Ti amo" è la frase più pronunciata al mondo. Diventa speciale se ce la dice chi amiamo. Diventa un incubo se ce la dice un pazzo che ci perseguita. Non ascoltiamo mai solo una frase ma guardiamo un volto, abbiamo in mente una storia, un sentimento, una relazione. Ogni parola che ascoltiamo, per cui viviamo, ha un nome.

Ci muove il cuore. Ci parla il cuore. Il cuore ci apre bocca e orecchie. Può sembrare sentimentale ma invece è umano. Semplicemente umano. Se allora sentiamo che "donna" e "otto anni" sono due cose che assieme non vanno bene, allora ascoltiamo quello che sentiamo. E poi torniamo ad ascoltare le storie di guerra dell'Isis e cominciamo a scrivere bene e a parlare bene. E se un signore di cinquant'anni si sposa con una bimba di sei anni (o forse nove) chiamiamo questa cosa con il nome proprio. Che è pedofilia. E a dire che la cultura e la storia e le tradizioni degli antichi non c'entrano nulla. 



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COMMENTI
19/10/2014 - COME RATISBONA (Paola Baratta)

Eh, sì certo. Il titolo dà proprio fastidio. La verità è scomoda. Vi ricordate il discorso del papa Benedetto XVI a Ratisbona? Con ragioni e contenuti diversi diceva cose non tanto distanti da quelle contenute in questo articolo che dice una profonda verità. Molto scomoda. ma verità. Verità che si deve accettare se si vuol far partire il dialogo. Verità che non vuole dividere il mondo in "buoni" e "cattivi", in "noi" e "loro", ma che dice che per dialogare bisogna partire da ciò che semplicemente è umano: e non è umano ( nel senso di humanitas) che un uomo maturo sposi una bambina, o più donne. Non è umano. Non è stata umana, naturalmente, la caccia alle streghe. Non è stata umana. Che bisogna chiamare le cose col loro nome. Che faro avere' Cristo? Perchè Lui? Perchè verbo incarnato d'Amore e quindi è Via Verità e vita, ma se anche non credo, posso vedere in lui un uomo che ha portato al massimo della dignità l'umanità: il suo amore, la sua dignità. e che ha sempre chiamato le cose come vanno chiamate, anche se è scomodo. perchè non è affatto una questione di "cultura", ma "sì, sì. No no". Soprattutto per dare voce a quei piccoli che di voce non ne hanno. A quelle "donne"... che non sono donne. Sono bimbe in mano a carnefici. E hanno solo 8 anni o poco più.

RISPOSTA:

Eppure il titolo è stato "migliorato": il primo era ben più esplicito... ML

 
19/10/2014 - Si, ma.... (stefania perna)

Molto belli i concetti espressi nelle ultime righe e tuttavia, a mio parere, abbastanza pericolosi. "Un messaggio è anche il suo messaggero" è una frase che colpisce favorevolmente nel contesto in cui è inserita ( cioè, riguardo al violentare bambine di 8 anni). E' sbagliato! Ci si trova subito d'accordo! Ma non è possibile far coincidere una persona con le sue frasi e i suoi messaggi, perché questo esigerebbe una coerenza di vita, impressionante. Pochissimi e in pochissimi momenti,possono dire che il loro pensiero coincide con la loro vita. Bisogna quindi imparare ad isolare quanto di positivo possa esserci nel pensiero di ogni uomo, per poi farlo proprio e magari svilupparlo con coerenza o almeno provarci. Tra l'altro proprio il cristianesimo, ci impone di non etichettare mai in modo definitivo il prossimo. Quindi il dire: "lei non è stupido, ma ha detto una stupidata" è un bel modo cristiano...di relazionarsi con il prossimo.

RISPOSTA:

Cara Stefania, ti sei dimenticata di mettere “alla lunga”, espressione con la quale intendo che “alla lunga” le azioni sono espressine autentica di chi le compie. Posso per debolezza dire o fare una sciocchezza ma nella misura in cui sono pienamente libero e responsabile, le mie azioni dicono chi sono io. A me sembra che se si vuole capire quanto intendo, nel mio articolo sia possibile capirlo. Inoltre il pezzo contiene l’invito a non paragonare tanto la chiesa e il mondo musulmano quanto Cristo e Maometto. Nella storia ci sono azioni compiute dalla chiesa che sono molto simili a quelle compiute dai mussulmani. Anche i cristiani facevano la guerra santa, anche i cristiani bruciavano e violentavano ecc. ecc. So bene che si devono fare un mare di distinguo ma se si va indietro nel tempo, le differenze sfumano. Ciò che invece non sfuma è la vita di Gesù e quella di Maometto. Quest’ultimo non so quante mogli e bambine abbia avuto, ha fatto guerre, ecc. ecc. E Gesù? noi cristiani, Stefania, invitiamo a guardare lui, e non noi stessi. Se qualcuno dice che sono uno stupido non ho così tanti problemi ad ammetterlo. Ma non possono farlo con Gesù. E lo stesso discorso vale per esempio tra Nietzsche e Francesco d’Assisi. ML

 
19/10/2014 - Guardiamo in casa nostra (Alessandro d'Alessandro)

Proclamare la verità fa onore a un sacerdote: sarebbe stato bello udire simili parole anche dopo le veglie delle Sentinelle in piedi. A Milano, tra i cori che tentavano di coprire il silenzio della veglia, si udiva questo: "il sesso è bello se consenziente". Capisce dove va a parare la intellighenzia che manda questi attivisti a sbeffeggiate le Sentinelle, anche su Tv e giornali? Ma nessuno o quasi ha difeso le Sentinelle. Tutti hanno voltato lo sguardo. La inaccettabilità della ideologia gender appare anche nella relazione post disceptationem del Sinodo ma in Italia nessuno o quasi, nelle chiese locali, osa dire una parola al riguardo. Tutti proni al pensiero unico. Anche quando quel pensiero fa un passo oltre, e cioè quando accenna alla legittimità di relazioni sessuali con bambini o parenti. In Italia e in Europa si va affermando, priva di ostacoli sinora, la medesima cultura stigmatizzata in questo articolo.

RISPOSTA:

Proclamare la verità fa onore ad ognuno di noi, sacerdote e laico che sia. O anche non credente. Comunque ti ringrazio. Non ho parlato delle sentinelle in piedi solo perché devo scegliere gli argomenti di cui occuparmi. Ora, anche per motivi personali, mi sta molto cuore il tema della pedofilia. ML