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STORIE DEL GUSTO/ Corti, un cognome e un destino. Nel segno del bello

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Bar Valentino  Bar Valentino

Un bendidio che non troverete in molti ristoranti d’eccellenza e nemmeno in molte enoteche di grido. E ve lo confermeranno alcune vetrinette che se ne stanno alte, su una parete, in cui come soldatini sono ordinate migliaia di bottigliette mignon, una collezione che dice di una cura del gusto e di un attenzione al bello fuori dal comune. A rendere memorabile la vostra sosta, infine, sarà quando, ai tavoli del bar, scoprirete che nessuno discuterà della vostra volontà di farvi una gustosa scorpacciata, o di mangiare un semplice panino o una ghiotta piadina, piuttosto che un solo piatto d’autore, lasciandovi liberi di godere, che siate in compagnia o meno, una bottiglia intera o anche un solo calice, o più calici, dei tanti vini, e non di seconda fila, ma di valore, che troverete proposti a bicchiere.

Vi va pane e salame e Barolo? E perché no? Qui si può. Segnalato che in cantina riposa una schiera formidabile di altre bottiglie, con una scelta di champagne da guinness dei primati, oltre a salumi e formaggi di piccoli produttori, dalla cucina potrete avere mezzemaniche al sugo di peperoni o risotto mantecato, al Franciacorta o con zucca e fagioli, arrosto di vitello o goloso coniglio lardato al forno, piatti di pesce, come risotto alla marinara o insalata di gamberi con pistacchi, tiramisù. Questa è l’Italia che, a Golosaria a novembre, e nei mesi dell’Expo, Golosario alla mano, poi, sarà bello far scoprire al mondo!  



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