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PAPA FRANCESCO/ L’udienza generale di mercoledì mattina: incomprensioni e gelosie dividono le comunità

Pubblicazione:mercoledì 22 ottobre 2014

(Infophoto) (Infophoto)

Questa mattina, prima della tradizionale udienza generale del mercoledì, Papa Francesco ha ricevuto la delegazione del Bayern Monaco (che ieri sera ha asfaltato la Roma per 7-1 all’Olimpico) nell’Auletta dell’Aula Paolo VI. Al termine dell’incontro con giocatori e dirigenti dei bavaresi, il Pontefice è arrivato in Piazza San Pietro dove ha incontrato i lavoratori di Meridiana in esubero; dunque il Santo Padre ha iniziato la sua catechesi, dedicata al tema “Chiesa, corpo di Cristo”. L’udienza del Papa è stata riportata nei suoi passaggi salienti da News.va, organo ufficiale dello Stato Vaticani. Ecco le parole del Papa: “Oggi, allora, vogliamo chiederci: in che senso la Chiesa forma un corpo? E perché viene definita ‘corpo di Cristo’? Nel Libro di Ezechiele viene descritta una visione un po’ particolare, impressionante, ma capace di infondere fiducia e speranza nei nostri cuori. Dio mostra al profeta una distesa di ossa, distaccate l’una dall’altra e inaridite. Uno scenario desolante. Immaginatevi: tutta una pianura piena di ossa. Dio gli chiede, allora, di invocare su di loro lo Spirito. A quel punto, le ossa si muovono, cominciano ad avvicinarsi e ad unirsi, su di loro crescono prima i nervi e poi la carne e si forma così un corpo, completo e pieno di vita. Ecco, questa è la Chiesa! Mi raccomando oggi a casa prendete la Bibbia, nel capitolo 37 del profeta Ezechiele, non dimenticate di leggere questo, è bellissimo. Questa è la Chiesa, è un capolavoro, il capolavoro dello Spirito, il quale infonde in ciascuno la vita nuova del Risorto e ci pone l’uno accanto all’altro, l’uno a servizio e a sostegno dell’altro, facendo così di tutti noi un corpo solo, edificato nella comunione e nell’amore”. Bergoglio ha dunque proseguito: “La Chiesa non è solamente un corpo edificato nello Spirito: la Chiesa è il corpo di Cristo! È il grande dono che riceviamo il giorno del nostro Battesimo! Nel sacramento del Battesimo, infatti, Cristo ci fa suoi, accogliendoci nel cuore del mistero della croce, il mistero supremo del suo amore per noi, per farci poi risorgere con lui, come nuove creature. Ecco: così nasce la Chiesa, e così la Chiesa si riconosce corpo di Cristo! Il Battesimo costituisce una vera rinascita, che ci rigenera in Cristo, ci rende parte di lui, e ci unisce intimamente tra di noi, come membra dello stesso corpo, di cui lui è il capo”. Papa Francesco continua: “Che bello se ci ricordassimo più spesso di quello che siamo, di che cosa ha fatto di noi il Signore Gesù: siamo il suo corpo, quel corpo che niente e nessuno può strappare da lui e che egli ricopre di tutta la sua passione e di tutto il suo amore, proprio come uno sposo con la sua sposa. Questo pensiero, però, deve fare sorgere in noi il desiderio di corrispondere al Signore e di condividere il suo amore tra di noi, come membra vive del suo stesso corpo. Al tempo di Paolo, la comunità di Corinto trovava molte difficoltà in tal senso, vivendo, come spesso anche noi, l’esperienza delle divisioni, delle invidie, delle incomprensioni e dell’emarginazione. Tutte queste cose non vanno bene, perché, invece che edificare e far crescere la Chiesa come corpo di Cristo, la frantumano in tante parti, la smembrano”. Infine il Pontefice parla della gelosia e dei suoi danni: "Perché le gelosie crescono, crescono e riempiono il cuore. E un cuore geloso è un cuore acido, un cuore che invece di sangue sembra di avere aceto, eh! E’ un cuore che mai è felice, è un cuore che smembra la comunità. Ma cosa devo fare? Apprezzare nelle nostre comunità i doni e la qualità degli altri, dei nostri fratelli. Ma, quando mi viene la gelosia - perché viene a tutti, eh? Tutti, tutti siamo peccatori eh! -, quando mi viene la gelosia, dire al Signore: ‘Ma, grazie, Signore, perché hai dato questo a quella persona’. Apprezzare le qualità è contro la divisione; farsi vicini e partecipare alla sofferenza degli ultimi e dei più bisognosi; esprimere la propria gratitudine a tutti – ma, dire grazie, il cuore che sa dire grazie è un cuore buono, è un cuore nobile, è un cuore che è contento perché sa dire grazie".



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