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SANTO DEL GIORNO/ 22 ottobre, san Giovanni Paolo II: il realismo del mistero

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Karol Wojtyla (1920-2005), papa Giovanni Paolo II (Infophoto)  Karol Wojtyla (1920-2005), papa Giovanni Paolo II (Infophoto)

Con la beatificazione e la canonizzazione di Giovanni Paolo II tutti fummo spiazzati cioè dislocati: la storia di implicazione con lui non era finita, non era conclusa là dove noi avremmo tracciato una linea di demarcazione. La comunione con lui si dimostrò suscettibile di una continuazione tanto promettente quanto affascinante. Tutti ne uscimmo un po' ubriachi, ubriachi del Cielo. 

D'altra parte, se l'inizio dell'incontro con lui non poteva umanamente e realisticamente essere smentito in alcun modo, chi si sarebbe potuto sottrarre al seguito, che era appunto seguito di quell'inizio? Per sfuggire al seguito si sarebbe dovuto dichiarare falso l'inizio. Ma chi può andare "contro la luce", chi può, essendo desto e sano, rifiutare l'amore unito alla verità?

Nell'omelia della canonizzazione del 27 aprile scorso, Papa Francesco ha chiamato Giovanni Paolo II «il Papa della famiglia». La famiglia è la realtà più reale, dopo il «realismo del mistero». Che cosa ha a che fare il Cielo con il realismo?

C'è un canto degli altopiani andini, più volte visitati da Giovanni Paolo II, scritto in quechua, in cui un minatore prega così: «Sono destinato a vivere nel santo Cielo, per questo chiedo a Dio di morire come un buon minatore». La via che ci ha additato in tutti i modi Giovanni Paolo II è la via dell'uomo e quindi, realisticamente, della verità dell'unità dell'uomo e della donna e questa via è di per se stessa orientata. E questo è un cammino. Da noi al Cielo. L'altro cammino è quello per cui, accettando di alzare lo sguardo, potremo vivere e morire «come un buon minatore». Dal Cielo a noi. Di questi due cammini San Giovanni Paolo II è stato ed è maestro, testimone e intercessore. 



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COMMENTI
22/10/2014 - Preludio (luisella martin)

Alcuni preludi - penso a quelli di Chopin - sono componimenti definiti; non sono necessariamente una premessa! Così tutto ciò che abbiamo condiviso con Giovanni Paolo II, non fu solo una premessa, ma un vero e proprio preludio. Ci ha mostrato che il Paradiso cominciava già qui e da ora; bastava che aprissimo le porte a Cristo! Parlarne è bello!