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LETTERA/ "Così abbiamo fermato chi voleva indottrinare i giovani al gender"

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Ugo Rossi, presidente della Provincia di Trento (Immagine d'archivio)  Ugo Rossi, presidente della Provincia di Trento (Immagine d'archivio)

In tale prospettiva ho sottolineato come la Provincia dovrebbe assumere azioni per promuovere pari opportunità, cioè rimuovere eventuali ostacoli giuridici alle persone o gruppi che partecipano alla sfera pubblica. Ma non può fornire la parità dei risultati, assicurare a tutti la parità di esperienze nella vita, garantendo che tutti siano felici. Oggi rischiamo di vivere, anche e soprattutto nelle istituzioni, la pretesa che le leggi possano risolvere i drammi umani e rispondere a tutte quelle esigenze elementari che albergano nel cuore dell'uomo, quasi identificando la morale con il diritto. Il rischio insomma è quanto paventato dal grande poeta T.S. Eliot di "sognare sistemi talmente perfetti che nessuno avrebbe più bisogno di essere buono". Ma tutto ciò ha una pericolosa conseguenza: dare allo Stato, nel nostro caso alla Provincia, all'ente pubblico un ruolo che non deve appartenergli, un ruolo "etico" che limita fortemente la libertà delle persone e diventa regolatore assoluto dell'umana convivenza. Nel 1950 Hannah Arendt scriveva: «[Il] diritto alla libera associazione, e quindi alla discriminazione, ha maggiore validità rispetto al principio di uguaglianza». Se la libertà e l'uguaglianza sono in conflitto, dovremmo pertanto tifare per la libertà piuttosto che per l'uguaglianza.

Due sono state le proposte che abbiamo formulato. La prima: il ritiro del disegno di legge riportandolo in Commissione. Seconda: depurare il testo dalle intenzioni educative e culturali della Provincia, e finalizzare gli interventi a situazioni specifiche e concrete per colmare eventuali lacune legislative. Con questo spirito come opposizione ci siamo anche resi disponibili a contrastare, con un normativa utile e non ideologica, ogni discriminazione e a ragionare di percorsi finalizzati ad intervenire su condizioni di disagio, per garantire supporto alle persone in difficoltà, con il coinvolgimento delle famiglie interessate. Abbiamo quindi dimostrato un approccio non ideologico alla questione, ben diverso dal "taglio" dato al disegno di legge.

Il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Ugo Rossi, ci ha sottoposto una rivisitazione del disegno di legge che, pur prosciugando il testo da varie norme come da noi richiesto, ne lasciava inalterate la sostanza e la pretesa ideologica. Abbiamo quindi risposto che questo tentativo non era sufficiente per far cadere il nostro "no". Alla fine Rossi ha deciso di accettare una terza via d'uscita: la sospensione dei lavori su questo punto e il rinvio dell'esame del disegno di legge in aula all'anno prossimo, dopo l'approvazione della finanziaria. Senza quindi ripetere il passaggio in Commissione, ma evitando al tempo stesso di chiudere completamente la porta a una revisione profonda del testo di cui torneremo a discutere, a quanto pare, nel 2015.

Walter Viola
Consigliere provinciale e regionale, presidente gruppo consiliare Progetto Trentino

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