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PAPA/ Ergastolo e pena di morte, la giustizia "ricomincia" dalla ragione

Pubblicazione:venerdì 24 ottobre 2014

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Con la conseguenza che, come una rete troppo estesa, finisce per trattenere sono alcuni pesci, quelli più piccoli che rimangono impigliati, mentre paradossalmente i veri criminali finiscono per sfuggire alle punizioni. Qui, prima che una questione morale o teologica, il Papa solleva un problema di "ragionevolezza pratica": infatti, così facendo, la stessa efficacia preventiva o dissuasiva della sanzione viene meno; basti pensare che oggi, con il carico di lavoro che hanno i pubblici ministeri, il reato di furto semplice, di fatto, non è più perseguito. 

Il Papa, quindi, non fa appello ai buoni sentimenti o alla pietà cristiana, ma poggia le sue ragioni su uno sguardo intero ed integrale all'uomo e alla sua condizione, uno sguardo più realistico, perché pieno di affezione e stima per il destino di ciascuno.



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