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IL CASO/ Lettera di una mamma morta al figlio non ancora nato

Pubblicazione:venerdì 31 ottobre 2014

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Saremo insieme qualsiasi cosa accada. E allora, ci si chiederà, a cosa sarà servito? Sforzi inutili, delusione doppia, una sconfitta per la scienza medica…e la libertà, di andarsene via quando è finita, chissà che ci si racconterà in giro.

Posso parlare io? Cioè, almeno a te posso dirlo? Nessuna madre avrebbe scelto altrimenti. Nessuna madre non darebbe non una, ma due vite per far battere il cuore di suo figlio. Per questo il mio batte, e spero che batta ancora a lungo, finché possano portarti in un'altra culla, più sicura, quando sarai formato. Ma intanto faccio tutto quel che posso, ti tengo al caldo, ti do la mia carne, il mio sangue, e di cuore tutte le mie preghiere, insieme ai cari parenti e amici che non ci lasciano mai. 

Certo che preferisco esser qui. Papà può ancora accarezzarmi, non sono sfiorita, ho avuto un surplus dalla morte, un rinvio, un regalo. Non inutile, non vano, e non mi si parli di vittoria o sconfitta. Se ce la farai, piccolo mio, sarà una gioia saperti voluto e amato così, e vi guarderò più contenta, sapendo papà accanto a te. Se così non sarà, io non riesco proprio a sapere, ce ne andremo insieme, ma tu, bimbo, tu avrai fatto una cosa meravigliosa, così piccino, tu avrai aperto gli occhi al mondo. 

Non è da noi decidere, neppure quando tutto, ma tutto dice "è così", come se la medicina, e l'uomo, si risolvessero in un due più due. Non fa sempre quattro, e certe somme non toccano a noi. Tu bambino avrai fatto capire a tutti che possiamo solo custodirla, la vita, accoglierla, accompagnarla, fin dove è possibile. Dunque, resisti, sei prezioso ai miei occhi spenti, a quelli del tuo papà, a quelli di Chi ti ha scelto da sempre, per il grande compito e destino che ti aveva affidato. Un bacetto, mamma.



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COMMENTI
31/10/2014 - elettroencefalogramma piatto (Pierluigi Assogna)

Bellissima meditazione.