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DIVORZIO BREVE/ Se Renzi "privatizza" la famiglia porta l'Italia nella giungla

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Eppure quello stesso stato, quella stessa comunità, quella coesione sociale di cui tanto cianciano tanti soloni, si nutrono e traggono la propria linfa vitale proprio dalla famiglia "seminarium rei publicae", scuola di repubblica, come soleva dire Cicerone. Privatizzare la famiglia porterà dunque in modo inevitabile ad alcune elementari conseguenze: la prima sarà la soccombenza del debole contro il forte. Non dimentichiamoci che il matrimonio – checché ne dicano le femministe avioprive – è la più femminista delle istituzioni umane. Per il maschio infatti sarebbe molto più facile passare di fiore in fiore lasciando la donna sola a tirar su i "prodotti del concepimento". Aver ottenuto che il maschio diventi "marito e padre" e sia incluso nel nucleo familiare, sostenendo, completando e integrando l'endiadi madre-figlio è certo tra i più importanti diritti conquistati dai bambini e dalle loro madri. Rinunciare a cuor leggero a tale conquista porterà rapidamente in vigore la legge della giungla nelle relazioni tra i sessi e le generazioni.

La seconda conseguenza di tale privatizzazione, più a lungo termine, sarà l'implosione sociale. Non è dato infatti di capire per quale ragione potremo pretendere che ci si prenda cura della nonna anziana o del fratellino disabile o – orrore! – che si difenda la patria, quando avremo ridotto i legami familiari al rango di accordi verbali stipulabili "per facta concludentia".

Il nostro consiglio per il Governo è dunque di procedere, spedito, a riformare la giustizia, offrendo tuttavia al diritto di famiglia le necessarie cautele e tutelando in ogni modo la natura squisitamente pubblica di quel coraggioso patto tra uomo e donna che da qualche centinaio di millenni fonda – tutto sommato con risultati lusinghieri – l'esistenza e lo sviluppo dell'umanità.

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COMMENTI
05/10/2014 - Da maschio a uomo (luisella martin)

"Aver ottenuto che il maschio diventasse marito e padre..." si dice nell'articolo: ma Adamo é diventato marito di Eva subito dopo essere stato creato ed é stato lui a darle un nome, a sceglierla (se pur tra le bestie!). Mi pare che il maschio nasca già compagno, biologicamente destinato ad essere padre. Il processo evolutivo culturale che porta alla consapevolezza del proprio ruolo di madre e di padre, a diventare donna da femmina e uomo da maschio, secondo me é ancora all'inizio.Può una legge di Renzi arrestare questo processo culturale? Può certamente ritardarlo, come fanno tutte le leggi che, invece di fornire risposte ai problemi reali, regolamentano l'aria fritta. Nel nostro paese la violenza in famiglia é tutt'ora praticata e coperta da un velo di ipocrisia; il nostro Presidente del Consiglio, proponendo il divorzio breve, intende evidentemente risolvere il problema rapidamente. Mi sembra di sentirgli dire:"Signori miei, se Parolisi (innocente fino a condanna definitiva!) avesse potuto divorziare dopo sette mesi, sua moglie sarebbe ancora viva!"

 
04/10/2014 - Divorzio breve. (Carla D'Agostino Ungaretti)

Non c'è da meravigliarsi. E' uno dei tanti effetti del relativismo.