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Cronaca

SINODO FAMIGLIA/ Francesco difende il "sogno" di Dio dall'ideologia degli uomini

Si è aperto il sinodo sulla famiglia. E' l'assise di una chiesa protesa verso il mondo, decisa a "sollevare" piuttosto che "caricare" pesi sulle spalle degli uomini. CRISTIANA CARICATO

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C'era un mucchio di gente in piazza San Pietro ieri, ce n'era molta di più sabato, al tramonto. Uno spettacolo, con il cielo terso delle ottobrate romane e l'aria tiepida, riscaldata da 80mila fiammelle. Le luci del Sinodo. Le luci di chi vuole dissolvere l'oscurità nel mondo. Le candele accese non erano lì per fasciare di suggestione le colonne berniniane, né per creare effetti scenografici in uno dei più bei teatri del mondo. Erano segno di vigilanza, illuminavano gli oranti, sentinelle di una Chiesa finalmente e pienamente conciliare. 

C'è chi si commuove ancora al ricordo di un'altra veglia, all'alba del Concilio Vaticano II, con la folla ondeggiante che a forza di canti e invocazioni costrinse Roncalli a tenere uno dei più poetici discorsi pronunciati da un pontefice. La luna, sabato sera, non s'era affrettata come quell'11 ottobre del 1962, quando Giovanni XXIII concluse il suo breve, improvvisato discorso con la buona notte e la promessa di una carezza recapitata ai più piccoli. Ma non è mancata l'emozione di vedere finalmente un popolo consapevole, attento, partecipe accompagnare i padri sinodali sino alla porta dell'aula del Sinodo per immaginare, progettare, costruire una Chiesa sempre più prossima all'uomo e sempre più radicata in Dio. 

Il popolo è stato il protagonista del momento di preghiera voluto e organizzato dalla Conferenza episcopale italiana a poche ore dall'apertura del Sinodo straordinario sulla famiglia voluto da Papa Francesco. E il popolo si è ritrovato domenica mattina fuori dalla Basilica dove Francesco, insieme a cardinali e vescovi di tutto il mondo, celebrava la messa di apertura della grande assise. Uomini e donne che arrivavano da molto lontano, come Marcos, peruviano, con moglie e sei figli al seguito, o da dietro l'angolo di borgo Vittorio, come Peppino e Maria, anziani coniugi con quasi 50 anni di convivenza sacramentata alle spalle e la tenerezza intatta di un amore temprato dalla fatica. 

Uomini e donne con un interesse privato nell'evento pubblico che si consumava, dopo aver scommesso tutta la propria ed unica vita nel legame con un altro da sé, in un'unione inchiodata dal "per sempre", nell'azzardo di una "cosa" chiamata "famiglia" che in pochi, oggi, sono disposti non solo a difendere e tutelare, ma anche semplicemente ad aiutare e accompagnare. La Chiesa sì, non vuole mollare chi decide di amarsi, e mettere al mondo dei figli, secondo un disegno naturale che appartiene fisicamente e originariamente all'umanità. 

Non si innalzano barricate, non si cercano alleati, non si individuano nemici. E' una chiesa protesa verso il mondo, decisa a "sollevare" piuttosto che "caricare" pesi sulle spalle dei fin troppo fragili uomini e donne contemporanei. Da oggi, in Vaticano, 191 padri sinodali e 62 tra uditori, esperti e delegati fraterni, sono all'ascolto, nel confronto, con lo sguardo fisso su Gesù, come ha chiesto Bergoglio, per un evento di Grazia che è soprattutto occasione di "discernimento" (altra parola amata dal pontefice gesuita) sulla famiglia e il suo posto nell'evangelizzazione. 


COMMENTI
06/10/2014 - Un sinodo famigliare (claudia mazzola)

Il mio papà Renzo, 82anni, è morto da poco. Mai visto una cosa simile, parenti, amici, conoscenti hanno sostenuto la mamma me e mia sorella. Il funerale è stato bellissimo e don Nino ha descritto nell'omelia un papà dell'altro mondo, ci ha definiti una "Bella famiglia cristiana".