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Cronaca

EUTANASIA/ Brittany Maynard, vuoi la morte, ma fino all'ultimo chiedi l'amore

A Brittany Maynard, 29enne di Portland (Oregon) è stata diagnosticata una gravissima forma di cancro cerebrale. Ha programmato la sua morte il 1° novembre. MADDALENA BERTOLINI

Dal sito di Brittany MaynardDal sito di Brittany Maynard

"Cogito ergo sum" cioè "sono (io decido quel che sono) perché penso" ci ha lasciato in eredità Cartesio; è il pensiero dell'uomo che decide la realtà dell'essere. Oggi quel pensiero si è evoluto al punto di diventare un "muoio (io decido di morire) perché penso". L'eutanasia è diventata una decisione di vita, a quanto pare. Così è per Brittany Maynard, giovane sposa di ventinove anni, a cui è stata diagnosticata una gravissima forma di cancro cerebrale; la prognosi è di meno di un anno di vita, con gli ultimi mesi che dovrebbero essere terribili, la ridurrebbero a una condizione di coma vegetativo, lungo quanto il suo corpo perfettamente sano le consentirebbe di reggere.

Lei ha deciso di ricorrere al suicidio assistito e ne parla serenamente in un video montato come uno spot pubblicitario; la diffusione di questo infatti invita alla raccolta di fondi per l'associazione che sostiene la sua scelta, la Compassion and Choices: scelte e compassione.

E' un video inquietante, anche se infarcito di scene felici, lei col vestito da sposa, lei e il marito in vacanza, i viaggi che fa per vedere i luoghi desiderati prima di morire. Sua madre soffoca il pianto, affermando continuamente che sua figlia ha diritto ad andarsene con dignità.

Brittany porrà fine ai suoi giorni lucida e cosciente il primo di novembre, dopo aver festeggiato il compleanno del marito; darà la mano al suo uomo, accanto a lei i genitori e un'amica scelta. Afferma che la sua non è affatto una decisione di morte, "ogni cellula di me vuole vivere" ma che fa questo perché vuole che la sua morte sia serena, dignitosa, indolore. Nessuno può togliere a un essere umano il diritto di morire con dignità.

E messa giù così, così ben esposta, così ben pensata appunto, non c'è scampo: ha ragione lei, verrebbe da dire.

Eppure, cos'è questa inquietudine che prende lo stomaco? Quello di un laico, come quello di un cattolico; lasciamo perdere le ragioni religiose e soffermiamoci sul semplice pensiero, umano, logico, "dignitoso": quante volte questa parola viene pronunciata, come fosse un ritornello per convincere! Da qui la prima domanda che si affaccia: ma cosa significa davvero "dignitoso"? Perché non dovrebbe essere dignitoso un essere umano che non cammina, non sta seduto, ma solo disteso, incapace di sorridere, di nutrirsi, di regolare gli sfinteri, bisognoso di assistenza continua? In fondo ognuno di noi quando nasce è in questa condizione; e accudire un neonato è bellissimo.

Ma lei invece muore; ognuno, siccome è nato, morirà. Ognuno, siccome "è", cioè vive, morirà. Non importa se pensa, se è intelligente o buono o altro. 

La realtà non pensa, non decide, la realtà "è". L'uomo, anche Brittany, appartiene alla realtà. La sua decisione la illude di possedere la realtà, piegarla al suo pensiero, alla sua volontà; reclama il diritto di farlo; in verità ha già questa libertà, ognuno di noi può ogni giorno decidere se farla finita e non solo con la nostra vita, ma anche con quella altrui.  


COMMENTI
09/10/2014 - Amare è amarsi fino alla fine (claudia mazzola)

Ho visto il mio papà esalare l'ultimo respiro, era attaccato alla vita pure lui. Io penso di voler vivere fino all'ultimo istante della mia vita, anche inferma in un letto, come ha fatto il mio combattivo papà.