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YARA GAMBIRASIO/ Colaprico: c'è un buco nero tra la madre di Massimo Bossetti e il figlio

Pubblicazione:giovedì 9 ottobre 2014

Foto InfoPhoto Foto InfoPhoto

Ricordiamo sempre che anche se ci fosse la confessione di Bossetti,  bisogna sempre cercare i riscontri, cosa che in Italia non sempre succede. Cito a caso un esempio: anche Sofri si è detto sempre innocente, eppure c'è stata una confessione alquanto  contraddittoria di un pentito che gli è valsa la condanna  in cassazione per il delitto Calabresi.

 

Tornando alla telefonata di Bossetti alla madre: lei suggerisce che tra i due ci fosse una sorta di complicità anche solo affettiva? Che lui cercava in lei un sostegno che la moglie non poteva dargli?


Lo dico con grande chiarezza: io diffido degli psicologi e dei criminologi da televisione che parlano senza aver incontrato la persona o letto le carte. Per cui io non so se lui avesse un rapporto particolare con la madre, l'unica cosa di cui sono sicuro è che è molto rilevante che la mamma menta sulle sue relazioni in famiglia e che ancora oggi rivendichi cose che non esistono.

 

Si riferisce alla vera paternità dei figli?

 

Sì, questa cosa apre davvero un buco nero sulla psiche della mamma quantomeno. La mamma di Bossetti ha fatto una sola intervista dove si è  presentata molto elegante per dire che i giudici hanno detto solo boiate e il figlio è sicura che è del marito.

 

Certamente si è dimostrata sicura di sé.

 

Ma se una madre mente di fronte a prove scientifiche e non dice la verità, allora io chiedo, ma è solo una mia domanda: non il Bossetti di oggi ma il Bossetti bambino come è cresciuto? Mi fermo alla domanda non voglio contribuire alle boiate dette in televisione.

 

Quello che viene alla mente è che c'è un retroterra in questa storia ricco di particolari inquietanti, che ne dice?

 


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COMMENTI
10/10/2014 - La ragione (luisella martin)

Mi é piaciuto molto questo articolo, anche perché non arriva ad una certezza sui fatti. Il filo del ragionamento invece mi sembra svolgersi su una linea sicura e rassicurante che é, a parer mio, la constatazione che il male c'é, ma non in quanto tale; come arrivò a capire Sant'Agostino il male si rivela nella mancanza di razionalità, di bellezza, di bontà, di logica, di tutto ciò, insomma, che Dio ha creato e predisposto per l'uomo, la natura e l'Universo. L'idea del buco nero citata nell'articolo é perciò particolarmente evocativa di un non-spazio nel quale tutto é immobile e buio:un'immagine che può rappresentare la condizione delle menti gravemente e pericolosamente malate.