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YARA GAMBIRASIO/ Colaprico: c'è un buco nero tra la madre di Massimo Bossetti e il figlio

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Infatti, la parola giusta è questa, retroterra. Noi non conosciamo tante cose e se seguirò il processo cercherò di conoscerle, ma il retroterra è estremamente inquietante e su questo retroterra gli avvocati e i numerosi innocentisti da tanto al chilo non si sono mai soffermati più di tanto. L'intervista senza domande alla mamma  è davvero un buco nero.

 

Anche l'omicidio in sé è un buco nero: di solito questo tipo di episodi sono in sequenza, difficile siano dei casi unici, sembra quasi un grido disperato da parte di qualcuno, lasciato là in quel campo desolato.

 

Esattamente. Noi non sappiamo cosa gli è passato per la testa all'assassino, ma potrebbe essere stato l'ultimo gradino di un percorso o il primo gradino di un altro percorso ben peggiore. Quello che sappiamo è che se lui ancora nel mese di maggio con tutto quello che è successo va sul computer a cercare ragazzine tredicenni con una particolare caratteristica fisica allora dico: ragazzi qua c'è qualcosa di altamente sospetto. Qua il giornalista deve fermarsi e lasciare le conclusioni ad altri.

 

Nel vostro articolo parlate poi di una lettera anonima con minacce di morte al Bossetti scritta prima dei fatti. Che importanza ha con l'indagine in corso?

 

Può essere totalmente neutra oppure no, certo che l'immagine di lui come persona pacifica e  tranquilla che ci è stata data viene leggermente ritoccata. Anche io sono pieno di lettere anonime però fanno parte del mio lavoro, ma nessuno mi ha minacciato per cose private. La domanda è: ma che comportamento posso aver tenuto se uno mi odia al tal punto a meno che la persona sia un pazzo totale e questo credo sia quello che stiano cercando di sapere. 

(Paolo Vites) 

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COMMENTI
10/10/2014 - La ragione (luisella martin)

Mi é piaciuto molto questo articolo, anche perché non arriva ad una certezza sui fatti. Il filo del ragionamento invece mi sembra svolgersi su una linea sicura e rassicurante che é, a parer mio, la constatazione che il male c'é, ma non in quanto tale; come arrivò a capire Sant'Agostino il male si rivela nella mancanza di razionalità, di bellezza, di bontà, di logica, di tutto ciò, insomma, che Dio ha creato e predisposto per l'uomo, la natura e l'Universo. L'idea del buco nero citata nell'articolo é perciò particolarmente evocativa di un non-spazio nel quale tutto é immobile e buio:un'immagine che può rappresentare la condizione delle menti gravemente e pericolosamente malate.