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IL CASO/ Se le tasse uccidono più dell'eutanasia (o ingrassano la scuola di Stato)

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Due casi limite di milioni di casi di ordinaria follia tassaiola, di uno Stato invadente, gravosissimo e barbaro nel non far distinzioni e richiedere quotidianamente denari ai suoi cittadini nelle forme più fantasiose e subdole: ad esempio, nel primo caso, quello della scuola, la stessa madre ha dichiarato di aver dovuto scegliere tra il versamento dei 130 euro e l'acquisto dei libri per il figlio, optando per i secondi: ma non sono una tassa anche la spesa enorme per i libri in uno Stato che continua a proclamare ipocritamente che l'istruzione è gratuita e garantita per tutti? E a fronte di questo prelievo continuo, quale percezione abbiamo dei servizi rilasciati dallo Stato? Meglio non rispondere. Da comuni cittadini l'impressione è che non ci sia via d'uscita. Ogni buona intenzione e ogni programma politico sembra infrangersi contro il muro solidissimo di un apparato burocratico e mastodontico che alimenta se stesso prosciugando la società. L'impero romano è crollato praticamente suicidandosi, speriamo di non dover attendere anche noi il crollo tragicomico di uno Stato che certo impero non è.

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COMMENTI
12/11/2014 - la colpa è del comune e non di equitalia (Alice Della VAlle)

quello che è successo è gravissimo e non dovrebbe mai accadere. dov'è lo stato in questi casi? e la regione? e il comune? quest'ultimo avrebbe dovuto evitare la situazione e comunicare a equitalia di non procedere con l'invio della cartella. http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/homepage/gemelli-disabili-pronti-a-morire-per-i-debiti-del-papr-il-papa-no767821 ora il comune trovi una soluzione