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ALLUVIONE CHIAVARI/ "Cosa vuole il fiume di fango che ha annegato la mia città?"

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In primavera in Liguria si vota e saranno molti a farsi uno spot tra noi. Ma, almeno questa volta, non credete a nessuno: chi ha visto lo spettacolo di ieri sera sa che l'uomo c'entra molto (perché non è più capace di custodire se stesso e la realtà che lo circonda) e c'entra anche molto poco (perché è facile dare la colpa agli altri quando le cose ti sorprendono e ti tolgono il respiro, mentre è difficile riconoscere che quello che c'è, comunque c'è e ti interpella, ti sfida, ad affrontarlo, qualunque ne siano le cause). 

Chiavari stamattina, proprio per tutto questo, non ha bisogno di eroi, di generosità esibite, di "spirito da caserma" che porti a compiere imprese epiche e titaniche trasformando il palcoscenico di questa tragedia nel teatro del proprio ennesimo narcisismo, Chiavari stamattina ha solo bisogno dei chiavaresi, dei preti come dei commercialisti, dei professori come dei medici, degli operai come degli statali. Chiavari ha bisogno che tutte queste persone, insieme, magari indignate, magari con la morte nel cuore, siano pronte non a protestare e a pretendere gli aiuti di uno Stato che non arriverà mai, ma a riprendere in mano la propria città, la nostra storia. Come quando il male dilaga dentro di te e sei "a pezzi" per quello che sei riuscito a dire e a fare: è allora che devi assumerti le tue responsabilità ed ammettere che, questa mattina (come tutte le altre mattine), non hai bisogno di molto per uscire di casa, hai solo bisogno di una carezza e di qualcuno che ti dica: "Sono qui, non temere!". 

E' questo che la notte che svanisce lentamente ci lascia: il bisogno di una speranza che sia più forte di tutto questo mare d'acqua, il bisogno di tornare a essere popolo nel momento in cui molti sono rimasti schiacciati e prigionieri del pericolo, il bisogno semplice di essere uomini, umani, là dove la rabbia vorrebbe trasformarci tutti in bestie. È questo ciò che questa città stamattina mendica. Per sopravvivere, per ripartire, per tornare ad amare e a crescere. 

Per cui, cari amici, venite a spalare il fango con noi se volete, ma non venite a salvarci. Per quello — senza offese — c'è proprio bisogno di Qualcun Altro. Qualcuno che, anche in questa notte, non ci ha lasciato soli.

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COMMENTI
12/11/2014 - Coraggio, Chiavari! (Giuseppe Crippa)

Grazie, don Federico, per la cronaca della serata e per le Sue riflessioni. Auguro a Lei ed ai Suoi concittadini di superare prontamente questa brutta avventura.

 
12/11/2014 - Sono vicino a questa tragedia (claudia mazzola)

Cosa voglia il fiume di fango però non lo so. So di certo che Dio è buono anche stavolta e provvederà!