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ETEROLOGA/ In Italia non ci sono donatrici, gli ospedali cercano ovuli all'estero

Fecondazione eterologa assistita: sembra che nel nostro Paese le donatrici di gameti siano pochissime. I centri addetti si sono dovuti rivolgere agli istituti esteri per raccoglierli. 

(Infophoto) (Infophoto)

ETEROLOGA, NEWS: POCHISSIME LE DONATRICI ITALIANE - Sono passati sette mesi da quando è stata resa possibile la fecondazione assistita eterodossa da parte della Corte Costituzionale: il problema, per le future mamme che decidono di avere un bambino con gli ovuli di un’altra persona, è un altro. Nel nostro Paese - come riportato anche dalla sezione La27ora de Il Corriere della Sera -, sembrano mancare i gameti femminili necessari per far fronte alle richieste, perché sono davvero poche le donne che hanno donato i loro ovuli alle strutture sanitarie che consentono questo servizio. Non c’è stata alcuna campagna di sensibilizzazione sull’argomento e in Italia non è promesso un incentivo economico per coloro che fanno questa scelta, due cose che negli altri paesi hanno permesso di avere ovuli in quantità per la fecondazione eterologa. Il risultato è che le donatrici - che compiono l’atto volontariamente e senza ricevere nessuna somma economica in cambio - sono pochissime. Uno dei maggiori centri che pratica questa tecnica di fecondazione assistita, il Careggi di Firenze, ha dovuto pubblicare un annuncio sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea, in cui appunto si ricercano gameti femminili provenienti da strutture estere. Una vera e propria candidatura e gara a cui tutti i centri degli altri stati sono chiamati a rispondere entro il 16 novembre. Ma sono molto anche le proposte che giungono per fare in modo che anche le donne italiane decidano di donare gli ovuli ai centri addetti: c’è la pratica del gamete crossing, ovvero una donazione anonima da parte di un’amica o conoscente di una donna che vorrebbe procedere con la fecondazione, in cambio di un ovulo - anch’esso proveniente da donatore anonimo - che verrà assegnato appunto alla futura mamma. Altrimenti, c’è anche il social egg freezing, che consente di congelare i propri gameti da giovani per poterne usufruire in futuro. Questa pratica, già ampiamente utilizzata da molte donne, potrebbe diventare utile anche alla fecondazione eterologa, nel momento in cui la persona che la mette in essere decida di donare parte dei suoi gameti le strutture che offrono il servizio.

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