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Cronaca

RAGAZZA COI CAPELLI BLU/ Cara suora, ecco perché andava fatta entrare in classe

Una suora preside ha vietato l'ingresso a scuola di una studentessa che si era tinta i capelli di blu. Ha fatto bene o ha fatto male? Il commento di MAURO LEONARDI

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«Così conciata non entri in classe» sembra abbia detto la suora-preside del liceo di Barletta che la ragazza accusa di averle impedito l’ingresso in aula con la forza. Adesso ci sono di mezzo gli avvocati e la situazione è al vaglio degli inquirenti. Ora io, prima di scrivere davvero quello che penso, voglio dire che amo le suore, e che come sacerdote seguo anche delle monache di clausura, e che mi piacciono un sacco le superiore che accompagnano suor Cristina nelle sue esibizioni (che è un altro discorso rispetto al "fenomeno" sister Cristina, ma questo, appunto, è un altro discorso). 

Quindi qui, quando parlo di suore, metteteci professori, maestri, educatori e simili. E adesso che mi sento libero, torno ai capelli blu. 

Il mondo dei capelli blu è un mondo interessante: è il mondo degli adolescenti. Hanno i capelli tinti a più tinte. Solo le punte. Solo una parte. Tutta la testa. Oppure hanno una lunga frangia davanti e una lunghezza fino alla schiena dietro, ma sull’altra parte del capo, sopra l’orecchio, i capelli sono tutti rasati con il rasoio. Oppure un piercing sul collo, su un labbro, sul naso, sulla lingua. Tatuaggi dappertutto. Grossi. Piccoli. Neri. Colorati. 

Che mondo è? È il mondo dei nostri figli. Dei figli dei nostri amici. Dei figli insomma, quelli che entrano urlando sull’autobus quando suonano le campanelle di entrata e di uscita. A noi sembrano omologati e abbiamo ragione. Ma per loro è necessario appartenere ad un gruppo per poter con “calma” trovare la propria identità. Anche se sono tutti uguali, così si sentono speciali e diversi.

Nel caso delle suore io dico: valeva la pena ascoltare. Far entrare in classe la ragazza. Il problema è che quelle suore forse non hanno mai aperto Tumblr. Se l'avessero fatto, avrebbero scoperto cosa sono i capelli blu. Però il mondo dei capelli blu non è solo quello. Se vai in montagna se ne vedono parecchi insieme ai rasta e ai piercing. Solo che accompagnano ragazzi disabili. E sono sempre loro: gli adolescenti. Sotto tutta quell’ammoniaca colorata un adulto rischia di non vedere chi c’è e invece il capelluto blu è un portatore sano di gioventù, non è una malattia. È vita. Parla poco. Parla male. Fa cose strane. Ma è vita e se non la fai entrare in classe ti perdi qualcosa.

Ti perdi qualcuno. Dovremmo provare. C’è chi lo fa, - io conosco dei preti e delle suore che lo sanno fare, ma anche tante tante mamme - dovremmo provare a dire: forte! fammi un po’ vedere? ma come te li sei fatti? Se ne vanno via lavando e puoi anche cambiare colore? mettici tanto balsamo sulle punte quando li lavi che i capelli decolorati si rovinano. 


COMMENTI
13/11/2014 - La fata dai capelli turchini, che bella! (claudia mazzola)

Si permette ai gay di tutto e di più e ci si scandalizza di una ragazza coi capelli blu? Roba di questo mondo!

 
13/11/2014 - risposta a Carola (Mauro Leonardi)

Come spiego nell'articolo, bisogna dar tempo agli adolescenti di passare attraverso la fase dell'immersione nel gruppo degli amici, indispensabile quando ci si distacca dalla famiglia.

 
13/11/2014 - risposta a Carola (elisabetta galli)

Non sono molto daccordo con lei, Carola. L'omologazione per un adolescente è fondamentale, non deve diventare uno stile di vita adulta ma un adolescente ha bisogno di un gruppo per riuscire a staccarsi dall'altro suo gruppo di riferimento: la famiglia. Ho detto gruppo e non branco. La famiglia, il mondo adulto deve accompagnarlo fin sulla soglia della sua vita e lasciare la porta aperta, non solo metaforicamente, così che lui possa stare fuori e stare dentro e sentire casa propria il mondo oltre che la famiglia. Non sempre i capelli blu o i tatuaggi sono espressione di disagio. Non sono dei potenziali soggetti a rischio gli adolescenti e gli adulti non sono immaturi ma certo devono accettare di sbagliare con loro perchè la categoria adolescenti non esiste se non nei libri, quando sei con loro, sei con tuo figlio, con il tuo alunno.

 
13/11/2014 - ma anche no (Carola B.)

Non credo che l'amore sia interessarsi dell'aspetto esteriore di un adolescente. L'amore sta nell'accoglierli indipendentemente dal loro aspetto e di trattarli come tutti gli altri, non in modo speciale perché pieni di piercing, tatuaggi o colori strani. L'amore sta nel mostrare quello che sembra loro mancare viste anche queste manifestazioni esteriori: rispetto per se stessi, sicurezza, indipendenza dal giudizio positivo o negativo degli adulti o dei coetanei. In tutto questo vedo una grande omologazione nei giovani e negli adulti tanta accondiscendenza che tiene questi ragazzi purtroppo in una eterna immaturità.