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SPOT VODAFONE/ Sono peggio le due mammine gay o Fabio Volo?

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Fabio Volo (Infophoto)  Fabio Volo (Infophoto)

Perché in Italia toccateci tutto ma non la mamma. Essa ci rassicura e ci protegge sempre e comunque, anche nelle scelte più ardimentose. Perché l’italiano è sempre stato per la rivoluzione: con il benestare del maresciallo e la benedizione del parroco. Sposa un uomo ma che piaccia a mamma.

Pasolini e i nuovi consumi. In principio fu l’omologazione culturale, prodotta dall’edonismo consumistico, che ci fa scemi uguali e felici, diffuso soprattutto dalla Tv. Correvano i primi anni 70 quando Pier Paolo Pasolini esponeva questa “scandaloso” giudizio e denunciava il “nuovo potere” politico-economico-mediatico sostanzialmente ateo o laicista che, a differenza del vecchio potere, il Fascio, ha cambiato gli italiani dentro - la chiamava mutazione antropologica, a dire che il nostro umano è stato radicalmente trasformato.

Sono passati 40 anni ma questo fenomeno rimane la premessa di tutto. Poi è chiaro che nell’Italia che ancora ricordava la fame e la fatica, funzionava il richiamo al bisogno materiale cui il prodotto risponde: “E dopo questa faticaccia non mi faccio un brodo? ma me lo faccio doppio. Un doppio brodo Star”, o “Non è vero che tutto fa brodo, è Lombardi il vero buon brodo”. Soddisfatti i bisogni primari, anni 60 e 70, si indicono nuovi bisogni, poi i prodotti diventano via via status simbol, qualcosa in cui ti riconosci perché ti aiuta ad essere socialmente riconosciuto. Io ci sono se posseggo… questo o quello. Se avevi il Rolex… 

Frittata e galline ovaiole. In principio… Ma adesso il telefonino ce l’hanno tutti, e i vari gestori della rete mobile farebbero fatica a dirti che avere un Tim fa status simbol e un Wind no. E Vodafone, per esempio, come fa a persuaderti che solo lui ti dà la velocità di connessione del 4G? Impossibile. Insomma, molti prodotti o servizi si equivalgono, in una notte resa oscura dal sovraffollamento di bisogni veri e finti, di prodotti utili e inutili, e in una confusione di valori e disvalori, di simboli e di significati cui leghiamo necessariamente i nostri comportamenti. Per non dire del fatto che non basta il 4G per avere davvero una connessione molto più veloce, perché i fattori delle velocità sono molteplici. Occorre che all’offerta commerciale nella testa del consumatore sia associato una forma persuasiva di riconoscimento, sentita inconsciamente quasi costitutiva dell’Io. 

Nel caso Vodafone: io appartengo alla comunità della gente libera intelligente e avanti (perché nessuno vorrebbe sentirsi né essere catalogato come appartenente alla comunità degli ignoranti retrogradi e oscurantisti) e quindi Io sono, cioè non sono uno che non vale niente. E Vodafone è con me, è dalla stessa parte, nella stessa tribù. 



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COMMENTI
16/11/2014 - Con me queste aziende hanno finito (IDEM GUIDO)

Ho iniziato con Mozilla, dopo il siluramento del suo dirigente per motivi "omofobi", che ho disinstallato; ho continuato con Findus che adesso non compro più neanche quando è in offerta; adesso sto per cambiare il mio operatore Vodafone dopo questa ultima pubblicità.

 
16/11/2014 - Peggio Fabio Volo (Giuseppe Crippa)

Ho apprezzato molto il tono scanzonato con cui Vitali commenta le ultime mosse dei pubblicitari in tema di sostegno ai prodotti mentre il “pensiero unico” affonda i suoi colpi… Vorrei soltanto aggiungere che lo spot Vodafone resta tenero perché ogni nuova nascita è una bella cosa indipendentemente dalle modalità del concepimento e dalle prospettive per il futuro e soprattutto che, almeno per me, Fabio Volo non sarà mai una guida spirituale ma il povero disperato che perde definitivamente l’affetto della moglie dopo averle confessato un’avventura con una …