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PAPA/ Francesco, l'aborto e quell'anno e mezzo "regalato" al demonio

Pubblicazione:lunedì 17 novembre 2014

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Chi oggi manifesta insofferenza e astio verso Francesco è perché, forse, non ha accettato di seguire fino in fondo Benedetto. 

Tutto questo, allora, ci introduce al cuore del problema: il nostro tempo è — molto semplicemente — un tempo che ha smarrito la parola "vocazione" sostituendola con la parola "scelta", che ha smarrito il senso del servizio come scopo della vita sostituendolo con la propria realizzazione e il proprio successo. San Josemaria Escrivà amava ripetere, fin dagli inizi della sua missione, che l'Opus Dei era nata "per servire la Chiesa così come la Chiesa voleva essere servita". Noi siamo così miopi che, come minimo, di fronte ad una frase del genere ci stiamo già mettendo a pensare a chi l'ha detta e a che cosa sia l'Opus Dei piuttosto che alla frase stessa, che ridice — con parole nuove — che lo scopo della vita è servire l'opera di un Altro, il disegno di un Altro. È questo che Tommaso d'Aquino chiamava "partecipazione", è questo che è mancato a tanti cattolici "sapienti" e ortodossi in questo anno e mezzo nel quale hanno quotidianamente spiegato al Papa e ai Cardinali ciò che essi "dovevano" fare, ossia l'umiltà, la capacità di seguire e di lasciarsi mettere in discussione da un uomo che — ricordiamolo in barba a tutti i profeti di sventura — è stato realmente scelto dallo Spirito Santo.

Proprio l'assenza di questa paternità, riconosciuta e vissuta, ci ha fatto confondere il nostro legittimo diritto a manifestare fatica e riflessione, con un diritto che non abbiamo e che anima i sogni dell'uomo fin dalla sua prima origine: il diritto ad uccidere, fisicamente o moralmente, colui che ci è stato dato come Padre.



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COMMENTI
17/11/2014 - mah parte 2 (Francesco Lepore)

e in effetti qs intervento del papa molto bello domani,tra un anno, tra 20 anni che cosa sarà? un ragionamento, un passato che allontana il cuore dell’uomo, ma allora xché lo devo seguire ora? La tradizione è assieme alla parola del papa e alla parola di Dio i luoghi dove potermi riposare e ripartire ma qs non elimina il cuore. Da subito S Paolo contesto S Pietro e poi a cascata S Caterina. S bernardo…S Tommaso nella summa dice quando non seguire un papa e quando contestarlo in pubblico, esiste un codice di diritto canonico... qs caro Picchetto è essere cattolici xché si è uomini… e seguire Benedetto vuol dire seguirlo si rilegga cio che dice sui poteri del papato. Quindi da cattolico, da battezzato, da uomo vivo e giudico la correzione fraterna, che prima di tutto chiedo e pretendo verso di me. E dire, per esempio che il sinodo si è tentato a partire da un falso concetto di misericordia di far entrare una concezione protestante nella Chiesa è amare la Chiesa ( e i padri sinodali si sono ribellati accusando Forte di manipolare il sinodo) Tanta confusione x attaccare chi? sia uomo dica nomi e cognomi sarà Socci? beh almeno lui è piu uomo di lei e, anche sbagliando, le cose le dice in faccia.

 
17/11/2014 - mah (Francesco Lepore)

quindi secondo Picchetto non occorre giudicare, interessarsi al reale a partire da sé, xché qs è viziato di per se da una interpretazione da un preconcetto che nasce dalla propria storia cultura, sensibilità (cioè dal mio io piu vero dall’esperienza ,dal rapporto tra il cuore e il reale). o meglio qs è salvato se ci si immedesima con cio che dice il papa!! o con Picchetto?? quindi un non credente, un non cristiano non potrà mai vedere il reale? E vero che il pre-concetto molte volte vince ma non siamo protestanti ma cattolici "la grazia perfeziona la natura non la distrugge" e quindi c’è uno sguardo positivo verso l’uomo dentro una prudenza ma qs non è clericalismo, non è papolatria. Newman in un suo scritto "brindo al papa ma prima alla mia coscienza" o Nieburh "niente è piu incredibile quanto la risposta a una domanda che non si pone" più in fondo gli apostoli hanno riconosciuto gesu a partire dalla corrispondenza data al loro cuore e non c’era un papa a dire chi seguire, seguivano il loro cuore. poi la cosa che mi lascia perplesso nei suoi interventi e che i ragionamenti la tradizione è un freno e mi chiedo con che forza vado verso gli altri, che cosa porto: un incontro si dirà!!, può essere ma più che incontro mi sa che portiamo le ns miserie, un'intensità affettiva intorno al nulla, un cristo disincarnato, astratto che non dice nulla.

 
17/11/2014 - allora sono tutti schizzati (1565 malta)

Sarà, ma inizio a essere stanco di come al solito si dà dei cretini a chi vede confusione nella Chiesa proprio laddove ci sarebbe da fare quadrato. Il Sinodo, voluto da Francesco, ha mostrato la nuova versione di pastorale.

 
17/11/2014 - Solo per disprezzo (nicola mastronardi)

Tra i Papi che il poeta mise nell'inferno e precisamente tra gli ignavi c'è Papa Celestino V, che giunto al Soglio Pontificio, rinunciò dopo pochi mesi alla sua carica, consentendo quindi l'ascesa al potere di Bonifacio VIII, pontefice che Dante fermamente disprezzava. Io non penso che Benedetto XVI sia un ignavo (anzi secondo me è uno dei più grandi uomini del XX secolo), perchè ha abdicato a favore di Francesco che da molti cattolici che si dicono semplici è disprezzato dall'inizio del suo pontificato, per buona pace loro, perchè sono certo che tutti e due ci sono stati donati dallo SPIRITO SANTO.

 
17/11/2014 - Sapienza/ortodossia, nevrosi e fede (CARLA VITES)

La Chiesa è grande: vi si trovano fedeli sapienti e ortodossi, nevrotici e semplici cristiani. Tra questi ultimi, si trovano senz'altro Dante Alighieri, che nell'Inferno non si peritò di collocare tre papi (senza mai mettere in dubbio l'istituzione papale) e quella analfabeta di Caterina da Siena, più tardi santa, la quale, dettando ad altri perché analfabeta appunto, ingiungeva al papa di pentirsi dei suoi peccati. E il bello è che a quei tempi i papi se lo lasciavano dire. In mezzo a questa tipologia, capitano, in ordine sparso, quelli che pregano. Da un anno e mezzo, sì, ci sono fedeli che amando la Chiesa, non perché assicura loro un posto di lavoro, semplicemente perchè è loro Madre, pregano indefessamente per il Papa. Chiunque esso sia. E così può capitare che, oltre a ricevere i Leoncavallini in Vaticano e una benedizione da Traettino da Caserta, sulla difesa della vita, da Roma, si odano cose come ci insegnavano a catechismo da bambini. Ed erano cose buone. Questa tipologia di fedeli sono quelli che - scoprendo la madre che fa marchette -, non decidono di avere avuto un'allucinazione e basta, ma le rimettono i suoi abiti da tutti i giorni, l'abbracciano e, portandosela via, le dicono: "Vieni, assieme troveremo un altro modo per sbarcare il lunario".